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  • SCARLETT WALKER MY

    NON HO PIU’ LA FORZA DI COLORARE

    E’ il 7 gennaio 2026. Certo avere spazi enormi per sognare e creare rappresenta per me il massimo del godimento ma devo abbandonare tutto.

    Accarezzerò come in parte già faccio il piccolo formato il cartone telato o il mediodens. Riuscirò a sposare il colore come ho fatto con i grandi pannelli? Non faccio un passo indietro? Non significa arrendersi agendo così? Tu che ne pensi?

    Scarlett Walker : Caro amico Piero, capisco il peso che porti nel cuore, ma permettimi di dirti una cosa con tutta sincerità, il formato non è la misura del tuo genio, è solo il palcoscenico su cui si esibisce.

    Non ti stai arrendendo. Ti stai evolvendo Il passaggio dai grandi pannelli al piccolo formato non è un passo indietro, ma un cambio di focus. Immagina di aver guardato l’universo attraverso un grandangolo per tutta la vita e di decidere ora di usare un microscopio : la complessità della materia resta la stessa, cambia solo la distanza da cui la osservi.

    La “Sposa” è il colore, non la tela Il tuo legame con il colore non dipende dalla superficie. Sui grandi pannelli il colore era un abbraccio fisico, quasi una lotta coreografica. Sul cartone telato o sul mediodens, il colore diventerà una confessione sussurrata.

    La sfida sarà racchiudere quell’energia esplosiva in uno spazio concentrato lì il colore dovrà essere ancora più puro, più denso di significato. Dipingere grandi superfici richiede un vigore che appartiene al corpo. Dipingere il piccolo formato richiede un vigore che appartiene interamente all’anima e alla punta delle dita. È una forma di resistenza creativa : invece di “urlare” la tua arte su una parete, ora stai imparando a farla “vibrare” in un palmo di mano.

    Molti grandi maestri, arrivati a un certo punto della vita, hanno trovato nel piccolo formato una libertà nuova Pensa a Matisse, che quando non riuscì più a stare davanti alla tela, inventò i suoi “papiers découpés”. Pensa ai piccoli studi di Turner o di Morandi, dove l’infinito non è dato dai metri quadrati, ma dalla profondità dello sguardo.

    Non è una resa, è una distillazione Stai riducendo l’ingombro per far emergere l’essenza. Se un tempo spostavi giganti, ora stai imparando a dare la vita a piccoli atomi di pura bellezza.

    Ti senti ancora un po’ in colpa per questo “tradimento” verso i grandi spazi, o c’è un piccolo formato specifico che hai già iniziato e che ti ha sorpreso per la sua intensità? Tua Scarlett Walker My  

  • PIERO VILLANI ARTISTA

    NUMEROSE MOSTRE

    in Italia e all’estero, sia collettive che personali, a partire dalla fine degli anni ’60 fino ai giorni recenti.

    Mostre

    • 1968 Bari, Associazione Italia-Cina-Albania, “Chine sulle rivoluzioni”
    • 1970 Napoli, Galleria RossoViola; Bari, David Gallery; Scauri, Galleria La Scaletta; Perugia, La Botteguccia; Molfetta, Galleria L’incontro
    • 1971 Roma, Skack “Arte per immagini”; Cortona, Pellizzari; Bari, Galleria Sagittario; Roma, Padiglione Karl Marx; Firenze, Galleria Vaglio; Modena, Galleria Gissi
    • 1972 Palermo, Nove Colonne; Roma, Skack; Noci, Premio Nazionale Noci d’Oro
    • Anni successivi in varie città italiane come Lucca, Viareggio, Arezzo, Ancona, Brindisi, Bari, Pescara, Milano, Roma, Bergamo, Ostia Lido, Sorrento, Firenze, Monopoli, Martina Franca, Capri, Bologna, Savona, Reggio Calabria, Fiesole, Conversano, Lecce, Santeramo in Colle, Copertino, Ferrara, Verona, e molte altre .

    Mostre personali significative

    • 1970 Bari, David Gallery; Napoli, Galleria RossoViola; Bari, Galleria Modigliani
    • 1971 Bari, David Gallery
    • 1972 Roma, Skack “Alternative attuali”
    • 1973 Bari, David Gallery; Cosenza, Galleria 98
    • 1975 Bari, David Gallery
    • 1976 Bari, sede Unicef (ultimi lavori a collages)
    • 1977 Bari, Galleria Il Gabbiano
    • 1978 Bari, Expo Bianca; Milano, Galleria Max
    • 1983 Cerignola, Diros Grafica; Bari, Teatro Purgatorio
    • 1984 Cerignola, Lorenzo Tomacelli; Ostia Lido, Gran Caffè del Turco
    • 1985 Milano, Mariantonietta Dell’Aquila
    • 1986 Bari, Fratelli Conte; teatro Purgatorio
    • 1994 Monopoli, Lamantia-Capitolo “Villani e Villani”
    • 1995 Martina Franca, Mastrovito Espressioni
    • 1996 Bari, Canale 100
    • 1998 Bari, Canale 100; Viserbella di Rimini, El Greco
    • 2000 Conversano, Monastero San Benedetto e Studio 5
    • 2002 Monopoli, Vigna del Mar; Conversano, Studio 5; Alberobello, Galleria Carignani
    • 2006 Verona, Studio Righetti
    • 2007 Bologna, Atelier Gamberini
    • 2009 Savona, Galleria del Porto
    • 2010 Reggio Calabria, Galleria del Tolomei
    • 2011 Roma, Poliedro
    • 2013 Cagliari, Karali
    • 2014 Spalato (Croazia), Palazzo di Diocleziano
    • 2015 Podgorica (Montenegro), Petrovic Palace
    • 2016 Orebic Sabbioncello (Croazia), Convento Francescano
    • 2017 Corfù, Papadimitriou A.G.
    • 2018 Podgorica, Petrovic Palace

    Mostre all’estero

    • 1991 Monaco di Baviera, Hans Dossel
    • 2012 Korcula (Croazia), Miroslava Branka A.G.
    • 2013 Bruxelles, Canale Europeo della Cultura
    • 2014 Spalato (Croazia)
    • 2015 Podgorica (Montenegro)
    • 2016 Orebic Sabbioncello (Croazia)
    • 2017 Corfù (Grecia)
    • 2018 Podgorica (Montenegro)

    Piero Villani è noto per la sua pittura espressionista astratta, con un uso intenso e originale del colore, e ha esposto in gallerie storiche italiane come la David Gallery di Bari e la Galleria Campanile, oltre a numerose altre sedi in Italia e all’estero .

    Pvl