Tag: Regista

  • Edoardo Sylos Labini

    Edoardo Sylos Labini è una figura poliedrica del panorama culturale italiano contemporaneo, noto soprattutto per il suo lavoro come attore, regista, editore e per il suo impegno nel promuovere un’identità culturale legata alla tradizione e all’innovazione .

    Ecco i punti chiave della sua carriera e del suo profilo

    Percorso Artistico e Teatrale

    Sylos Labini ha iniziato la sua carriera come attore di teatro e televisione (partecipando a serie popolari come Vivere e Incantesimo).

    Tuttavia, la sua cifra distintiva è il “Disco-Teatro”, un format da lui ideato che contamina la recitazione con la musica elettronica e il DJ set, portando la drammaturgia in contesti non convenzionali.

    Tra i suoi spettacoli di maggior successo si ricordano quelli dedicati a grandi figure del pensiero e della letteratura italiana:

    Italo Balbo

    Uno dei suoi lavori più noti e discussi.

    Gabriele D’Annunzio

    Con lo spettacolo D’Annunzio Segreto.

    Giuseppe Mazzini

    Portato in scena per raccontare le radici del Risorgimento.

    Impegno Editoriale e Culturale

    Negli ultimi anni, la sua attività si è spostata decisamente verso la direzione editoriale e la militanza culturale :

    CulturaIdentità

    È il fondatore del movimento e del mensile CulturaIdentità, nato con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico e le radici storiche dell’Italia, spesso ponendosi in modo critico verso l’omologazione globale.

    Il Giornale Off

    Ha diretto lo spazio di approfondimento culturale legato a Il Giornale, focalizzandosi sulla scoperta di nuovi talenti e sulla cultura “non conforme”.

    Profilo e Visione

    Sylos Labini si definisce spesso un “agitatore culturale”.

    La sua visione tende a coniugare il conservatorismo dei valori con un linguaggio comunicativo moderno e pop.

    È una figura spesso associata a una destra culturale vivace, che cerca di uscire dai margini per occupare spazi nel dibattito pubblico e nelle istituzioni.

    C’è un aspetto specifico della sua carriera o del suo pensiero che ti interessa approfondire, magari in relazione al contesto delle estetiche contemporanee?

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Mel Gibson : i 70 anni del “Reietto” che ha conquistato Hollywood (e l’Italia)

    Mel Gibson: i 70 anni del “Reietto” che ha conquistato Hollywood (e l’Italia)
    C’è chi a 70 anni decide di godersi il meritato riposo e chi, come Mel Gibson, sceglie di festeggiare il traguardo dei sette decenni tornando “sul luogo del delitto”.

    L’attore e regista premio Oscar compie oggi 70 anni e, fedele alla sua natura di spirito libero e controverso, lo fa nel modo più simbolico possibile: tra i sassi di Matera, immerso nel silenzio mistico della Lucania.

    Un compleanno sul set: il ritorno alla “Passione”

    Mentre il mondo lo celebra come una delle ultime vere icone del cinema fisico e viscerale, Gibson è blindatissimo sul set de “La Resurrezione”, l’attesissimo sequel de La Passione di Cristo.

    Un progetto ambizioso, forse diviso in due parti e previsto per il 2027, che promette di scuotere nuovamente le platee globali.

    Scegliere l’Italia per spegnere le candeline non è solo una questione di location: per Mel, il nostro Paese è diventato una sorta di terra promessa, un rifugio dove la sua visione del cinema — fatta di spiritualità estrema e realismo crudo — trova il terreno ideale.

    Una vita oltre i limiti

    Nato negli Stati Uniti ma cresciuto in Australia, Mel Gibson non è mai stato un personaggio facile da etichettare.

    La sua carriera è una montagna russa di trionfi epocali e cadute rovinose:

    • L’eroe d’azione : Da Mad Max ad Arma Letale, ha definito il canone del “duro dal cuore d’oro” (e dallo sguardo un po’ folle).

    • Il regista visionario : Con Braveheart ha riscritto il kolossal storico, mentre con Apocalypto ha dimostrato un coraggio estetico fuori dal comune.

    • L’esiliato : Le polemiche personali, le dichiarazioni fuori dal coro e il temperamento irruento lo hanno spesso allontanato dai salotti buoni di Hollywood, rendendolo un vero e proprio “outcast”.

    Il fascino del conflitto

    Con la sua folta barba bianca da profeta contemporaneo, Gibson sembra oggi alimentarsi proprio del conflitto.

    Non cerca il consenso, cerca l’impatto.

    Che lo si ami o lo si detesti, è impossibile restare indifferenti davanti a un artista che, a 70 anni, ha ancora la voglia di rischiare tutto per un’idea cinematografica.

    Mentre a Matera si rincorrono le voci sul nuovo film, una cosa è certa : Mel Gibson non è solo un sopravvissuto del cinema, è un uomo che ha trasformato le proprie cicatrici in arte.

    Auguri, Mel. Il cinema ha ancora bisogno della tua sana follia.

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  • Ercole Rocchetti,giornalista, regista,documentarista

    Identità professionale

    Ercole Rocchetti è un giornalista, regista e documentarista.  È specializzato in giornalismo d’inchiesta e in documentari a forte contenuto sociale.  Lavora per diversi media : ha collaborato con TV2000, La7 e la Rai. 

    Carriera giornalistica

    Dal 2010, è inviato per il programma “Chi l’ha visto?” su Rai 3.  Sul suo stile, ha dichiarato di “piacergli stare sul campo, avvicinarsi alle realtà da raccontare, documentare direttamente con la videocamera la vita delle persone” — questo spiega il suo approccio molto immersivo all’inchiesta.  Ha anche insegnato come videoreporter presso la Scuola di Cinema di Roma. 

    Attività cinematografica / Documentaristica

    Ha realizzato numerosi documentari in Italia ma anche in Africa, Asia e in paesi dell’Europa dell’Est.  Un suo cortometraggio è “Generazioni di grano” (2010), che racconta la festa della trebbiatura in un contesto rurale, con un forte legame simbolico tra tradizione, lavoro e identità.  Nel suo percorso ha lavorato con il regista Pupi Avati, producendo documentari su scala internazionale.  Secondo l’IMDb, ha partecipato a produzioni come Gli amici del bar Margherita (2009) e The Last Hours of Mario Biondo (2023). 

    Riconoscimenti

    Nel 2006 ha vinto il Premio Ilaria Alpi, premio prestigioso per il giornalismo d’inchiesta.  Nel 2007 ha vinto al Docufest di Atlanta grazie al suo documentario. 

    Pubblicazioni

    È coautore, insieme a Federica Sciarelli, Marina Borrometi e Veronica Briganti, del libro Trappole d’amore Storie di truffe romantiche.  Questo lavoro è in catalogo Rai Libri. 

  • Gino Locaputo,Conversano

    Gino Locaputo, nato a Conversano (BA) nel 1953.

    è stato un attore, regista e scrittore noto soprattutto per essere l’ideatore e direttore artistico dal 1987 del Festival Mediterraneo, una rassegna internazionale che si svolge a Conversano e dintorni.

    La sua attività artistica si è estesa anche alla scrittura e messa in scena di numerose fiabe per bambini, con un particolare impegno nell’integrazione sociale, ad esempio attraverso lavori teatrali dedicati ai portatori di handicap.

    Locaputo ha avuto un passato da sottufficiale dell’aeronautica

    e si è distinto come operatore multimediale e protagonista di una cultura d’incontro e di dialogo interculturale, in particolare tra Oriente e Occidente.

    La sua passione per l’Oriente nasce già da giovane dall’incontro con il poeta armeno Hrand Nazariantz, che ha influenzato profondamente la sua visione artistica e umana.

    Il Festival Mediterraneo da lui diretto

    ha avuto lo scopo di promuovere il dialogo tra culture diverse nel bacino del Mediterraneo, ponendo al centro arte, pace e diritti umani, andando oltre le divisioni ideologiche e nazionali.

    La sua figura è stata definita un “aristocratico dello spirito” per il suo impegno nella ricerca della bellezza, della verità e del rispetto tra i popoli attraverso l’arte e la cultura.

    Gino Locaputo è morto nel 2025

    lasciando un’eredità culturale importante come promotore di un’arte di inclusione e dialogo che continua a ispirare Gino Locaputo .

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  • Lucio Giordano non solo regista ma anche molto altro

    Lucio Giordano è un regista, sceneggiatore e imprenditore originario di Conversano, in provincia di Bari. Conosciuto per il suo impegno nel raccontare storie di denuncia sociale e cronaca, ha diretto diversi film e documentari ambientati in Puglia.

    Carriera cinematografica

    Il suo lavoro più noto è Le bande (2005), un film che affronta il problema del contrabbando in Puglia e la risposta delle forze dell’ordine con l’Operazione Primavera.

    Il film ha ricevuto la collaborazione del Comando regionale della Guardia di Finanza di Bari ed è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. 

    Linea Pelle

    Oltre alla sua carriera cinematografica, Giordano è anche titolare di Linea Pelle, un negozio storico di pelletteria a Conversano, attivo dal 1983.

    Recentemente, ha partecipato a una puntata della rubrica “Cosa bolle in passerella” su Oggiconversano.it, dove ha discusso del connubio tra moda e gastronomia, insieme a Margherita Ripa. 

    Presenza sui social

    Giordano è attivo sui social media, dove condivide video e riflessioni su temi di attualità e politica.

    I suoi contenuti hanno raggiunto un ampio pubblico, con alcuni video che hanno registrato oltre 700.000 visualizzazioni. 

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  • Valerio Ciriaci, regista e documentarista italiano

    E’ un regista e documentarista italiano, nato a Roma e attivo principalmente negli Stati Uniti, dove si è trasferito nel 2011 per studiare cinema documentario alla New York Film Academy.

    Ha fondato la casa di produzione Awen Films

    e si è fatto conoscere per una serie di corti e lungometraggi documentari che hanno ricevuto riconoscimenti in festival internazionali.

    Tra le sue opere principali si ricordano “If Only I Were That Warrior” (2015), “Mister Wonderland” (2019) e il recente “Stonebreakers” (2022), che gli hanno valso premi e menzioni speciali.

    Nel 2025 ha diretto il documentario “Elvira Notari Oltre il silenzio”

    dedicato alla prima regista italiana, riscoperta grazie al suo lavoro e presentato in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

    Questo documentario offre un omaggio a Elvira Notari e alla sua importanza storica nel cinema italiano e mondiale.

    Valerio Ciriaci è noto anche come

    produttore, sceneggiatore e direttore della fotografia, con una carriera di oltre dieci anni in ambito documentaristico e audiovisivo, con un focus sulla cultura e la memoria storica italiana e italoamericana .

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  • Cecilio Asuncion

    E’ un regista, produttore e scrittore noto soprattutto per il suo lavoro nel settore della moda inclusiva e nella rappresentazione della comunità transgender.

    È il fondatore di Slay Model Management, la prima agenzia di modelli esclusivamente dedicata a modelle transgender. Inoltre, è il direttore esecutivo del CinePride Film Festival a Los Angeles ed è stato premiato per il suo contributo all’advocacy LGBT, incluso il premio GLAAD per la serie televisiva “STRUT”.

    Alcune sue opere più conosciute includono i cortometraggi “Model Citizen” e “Sayaw” e la produzione della serie “Road to the Runway”.

    Cecilio Asuncion è riconosciuto come un importante regista e produttore impegnato nella promozione della visibilità transgender nei media e nella moda, con una carriera di oltre dieci anni dedicata a questi temi.

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  • Federico Fellini

    1920/1993

    è stato uno dei più grandi e influenti registi della storia del cinema italiano e mondiale. La sua carriera, durata quarant’anni, ha prodotto una galleria di film onirici, visionari e profondamente personali, che hanno lasciato un segno indelebile nell’immaginario collettivo.

    Biografia e Carriera

    Nato in una famiglia borghese a Rimini, Fellini mostrò fin da giovane una spiccata creatività e un’inclinazione per il disegno e la narrazione. Dopo essersi trasferito a Firenze e poi a Roma, iniziò a lavorare come caricaturista e sceneggiatore per il settimanale satirico “Marc’Aurelio” e per la radio.
    L’incontro con il mondo del cinema avvenne durante la Seconda Guerra Mondiale. Fellini collaborò alla sceneggiatura di “Roma città aperta” (1945) di Roberto Rossellini, un’opera fondamentale del Neorealismo.

    Questa esperienza segnò l’inizio della sua carriera cinematografica.

    Il suo debutto alla regia avvenne nel 1950 con “Luci del varietà”, co-diretto con Alberto Lattuada. Negli anni successivi, Fellini sviluppò uno stile inconfondibile, caratterizzato da:

    • Autobiografismo onirico: Molti dei suoi film attingono ai suoi ricordi d’infanzia e alle sue fantasie, trasfigurati in un universo surreale e simbolico.
    • Personaggi eccentrici e memorabili: Le sue pellicole sono popolate da figure grottesche, malinconiche, vitali, spesso ai margini della società.
    • Mise-en-scène barocca e visionaria: Fellini creava mondi cinematografici ricchi di dettagli, con scenografie elaborate, costumi stravaganti e un uso espressivo della luce e della musica.
    • Sperimentazione narrativa: Le sue trame spesso si allontanano dalla linearità tradizionale, privilegiando un flusso di coscienza visivo e associativo.
      Filmografia Essenziale:
      Tra i suoi film più celebri e acclamati si ricordano:
    • “I vitelloni” (1953): Un ritratto agrodolce della gioventù in provincia.
    • “La strada” (1954): Un commovente racconto di un’anima fragile e di un brutale artista di strada.
    • “Le notti di Cabiria” (1957): La storia toccante di una prostituta alla ricerca dell’amore.
    • “La dolce vita” (1960): Un affresco satirico della Roma mondana e decadente.
    • “8½” (1963): Un capolavoro metacinematografico sull’angoscia creativa di un regista.
    • “Giulietta degli spiriti” (1965): Un viaggio psichedelico nell’inconscio femminile.
    • “Fellini Satyricon” (1969): Una libera e visionaria interpretazione dell’opera di Petronio.
    • “Amarcord” (1973): Un nostalgico e grottesco ritorno all’infanzia riminese.
    • “E la nave va” (1983): Una metafora sull’Europa alla vigilia della Prima Guerra Mondiale.
    • “Intervista” (1987): Un’originale riflessione sul cinema e sulla televisione.
    • “La voce della luna” (1990): Il suo ultimo film, un’opera poetica e malinconica.
      Premi e Riconoscimenti:
      Fellini è uno dei registi più premiati della storia del cinema. Ha vinto quattro Oscar al miglior film straniero (per “La strada”, “Le notti di Cabiria”, “8½” e “Amarcord”) e nel 1993 ha ricevuto l’Oscar alla carriera. Tra gli altri prestigiosi riconoscimenti figurano la Palma d’Oro al Festival di Cannes per “La dolce vita” e il Leone d’Oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia.
      Eredità:
      L’opera di Federico Fellini ha influenzato generazioni di cineasti in tutto il mondo. Il suo stile visionario, la sua capacità di mescolare realtà e sogno, la sua attenzione ai personaggi marginali e la sua critica pungente alla società moderna lo hanno reso un maestro indiscusso e un’icona del cinema. Il suo nome è diventato un aggettivo, “felliniano”, per descrivere opere che evocano il suo universo onirico e grottesco.
      Rimini, la sua città natale, gli ha dedicato il Fellini Museum, un museo diffuso che celebra la sua vita e la sua arte attraverso diverse sedi significative, tra cui Castel Sismondo e il Palazzo del Fulgor.