Tag: Stilista

  • Maria Grazia Chiuri e la nuova era di Fendi

    Il legame tra Maria Grazia Chiuri e la maison Fendi

    non è solo un sodalizio professionale, ma un ritorno a casa.

    Tutto ha inizio nel 1989, quando la designer romana entra a far parte del team creativo degli accessori, lavorando a stretto contatto con Silvia Venturini Fendi.

    In quegli anni formativi

    Chiuri ha contribuito alla nascita di icone mondiali come la borsa Baguette, segnando un’epoca d’oro per la pelletteria del marchio.

    Dopo questo debutto fondamentale, la sua carriera l’ha vista scalare le vette della moda internazionale : prima con il lungo e fortunato sodalizio presso Valentino e, dal 2016 fino alla metà del 2025, come prima direttrice creativa donna nella storia di Dior.

    La chiusura di un cerchio

    Nell’ottobre del 2025, è stato annunciato il suo ritorno trionfale a Roma.

    Nominata Chief Creative Officer di Fendi, la Chiuri succede a Silvia Venturini Fendi, la quale assume il ruolo di Presidente Onorario.

    Il debutto ufficiale in passerella è fissato per febbraio 2026 a Milano, con la presentazione della collezione Autunno/Inverno 2026-2027.

    Questo nuovo capitolo rappresenta per il gruppo LVMH non solo una mossa strategica, ma la celebrazione di una stilista che torna a guidare la casa di moda dove ha appreso i segreti del mestiere e costruito le basi del suo inconfondibile stile.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Stefano Gabbana

    E’ uno stilista e imprenditore italiano nato a Milano il 14 novembre 1962, noto soprattutto per essere cofondatore insieme a Domenico Dolce della celebre casa di moda Dolce & Gabbana.

    Proveniente da una famiglia modesta di origini venete, ha studiato grafica a Monza prima di entrare nel mondo della moda.

    Nel 1984 apre uno studio di consulenza stilistica con Dolce, e l’anno successivo presentano insieme la loro prima collezione.

    Il marchio Dolce & Gabbana è diventato un simbolo della moda italiana nel mondo, noto per lo stile unico e la capacità di rappresentare un’immagine seducente e sofisticata della donna. Stefano Gabbana si occupa principalmente della selezione dei tessuti e degli aspetti creativi del feeling delle collezioni, mentre Dolce curava maggiormente la sartoria.

    Pur avendo interrotto la loro relazione sentimentale nel 2004, i due continuano a collaborare insieme professionalmente, dando vita a un impero della moda che spazia dall’abbigliamento all’alta moda, dalla gioielleria agli accessori.

    Stefano Gabbana è stato anche testimonial di campagne pubblicitarie, come quella della Lancia Ypsilon.

    Il duo ha vissuto anche momenti difficili, tra controversie e problemi legali, ma il loro successo resta indiscusso.

    Stefano è attivo anche sui social media e noto per posizioni personali forti su temi sociali, che hanno talvolta suscitato dibattiti pubblici.

    Oggi è considerato uno degli stilisti più influenti del made in Italy, con un patrimonio stimato di miliardi di dollari, e continua a essere una figura chiave nel mondo della moda internazionale.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Cesare Paciotti


    Lo stilista che inventò lo stiletto rock

    Il mondo della moda italiana e internazionale piange la scomparsa di Cesare Paciotti, uno dei più grandi simboli del Made in Italy nel settore calzaturiero.

    Paciotti è morto improvvisamente il 12 ottobre 2025, all’età di 67 anni, nella sua abitazione di Civitanova Alta, nelle Marche.

    Fu colto da un malore che non gli ha lasciato scampo.

    Una nascita nel segno dell’artigianalità

    Nato il 1° gennaio 1958 a Civitanova Marche, Cesare Paciotti era figlio d’arte.

    I suoi genitori, Giuseppe e Cecilia Paciotti, avevano fondato nel 1948 un piccolo laboratorio artigianale specializzato in scarpe classiche fatte a mano.

    Sin da bambino, Cesare respirò la passione per le calzature e la cultura artigiana della sua terra.

    La rivoluzione dello stiletto rock

    Nel 1980, insieme alla sorella Paola, Cesare fondò la Paciotti S.p.A., dando vita alla prima collezione firmata con il suo nome.

    Negli anni ’90 firmò una vera rivoluzione nel design femminile con l’invenzione dello stiletto a tacco sottile e affilato come un’arma, simbolo di potere, sensualità e seduzione.

    Questo tacco venne caratterizzato dal celebre pugnale d’argento, marchio distintivo del brand e icona riconosciuta in tutto il mondo.

    Un successo globale e un’icona di stile

    La visione creativa di Cesare e la gestione precisa della sorella hanno trasformato Paciotti in un punto di riferimento internazionale nel lusso.

    La loro qualità artigianale e l’originalità del design attirarono prestigiose maison come Gianni Versace, Romeo Gigli e Dolce & Gabbana che si affidarono a Paciotti per le proprie collezioni.

    Le sue scarpe hanno calcato passerelle firmate e sono state indossate da star mondiali come Beyoncé, Kim Kardashian, Paris Hilton e Anne Hathaway, consacrando il marchio anche sul red carpet di Hollywood.

    Identità e lascito

    Cesare Paciotti ha lasciato un segno indelebile con la sua estetica che univa lusso e provocazione, eleganza e teatralità.

    Il pugnale argentato rimane un simbolo di coraggio e identità inconfondibile, un’eredità di stile che durerà nel tempo.

    L’azienda, ancora oggi a conduzione familiare, continua a onorare la sua visione artistica e la tradizione manifatturiera marchigiana.


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  • Pierpaolo Piccioli,stilista italiano

    E’ uno stilista italiano nato a Roma il 29 agosto 1967 e cresciuto a Nettuno, una cittadina costiera vicino a Roma.

    Fin da giovane era affascinato dal mondo del cinema, ma poi si è dedicato allo studio della moda, diplomandosi all’Istituto Europeo di Design di Roma.

    Ha iniziato la sua carriera nel 1990 lavorando nel reparto accessori di Fendi, per poi passare nel 1999 a Valentino insieme a Maria Grazia Chiuri, dove si è occupato degli accessori e delle linee secondarie del marchio.

    Nel 2008, Piccioli e Chiuri sono stati nominati direttori creativi di Valentino, portando il brand a un grande successo, con creazioni iconiche come la scarpa Rockstud. Dal 2017 Piccioli è stato l’unico direttore creativo di Valentino, portando nelle sue collezioni influenze dal Rinascimento e uno stile che alterna elementi contemporanei a quelli della storica casa di moda italiana.

    Ha vestito star internazionali per eventi prestigiosi e dedicato una collezione a un rosa acceso chiamato “Pink PP”, diventato un successo tra le celebrità.

    Nel marzo 2024 ha annunciato la sua uscita da Valentino. Nel maggio 2025 è stato nominato direttore creativo di Balenciaga.

    È sposato con Simona Caggia e ha tre figli: Benedetta, Pietro e Stella. Vive a Nettuno, dove è cresciuto .

  • Walter Albini

    è stato uno stilista italiano considerato un pioniere del prêt-à-porter e una figura cruciale per la nascita e l’affermazione del “Made in Italy”.

    Ecco alcuni aspetti chiave della sua vita e della sua carriera:

    Pioniere del prêt-à-porter :

    Negli anni ’60 e ’70, Albini ha rivoluzionato il sistema della moda, spostando il focus dall’alta moda su misura alla produzione industriale di abiti di alta qualità. Ha creduto nel “total look”, un’idea di stile che va oltre il singolo capo e coinvolge l’intero outfit, compresi accessori e persino l’arredamento di casa.

    Stile e ispirazioni :

    Il suo stile era un mix di eleganza e innovazione. Ha reinterpretato in chiave moderna le suggestioni degli anni ’20 e ’30, ispirandosi a icone come Coco Chanel e Katherine Hepburn. Era noto per la sua ricerca colta e per la sua capacità di mescolare epoche e stili.

    La sfilata milanese :

    Nel 1971, prese la decisione storica di sfilare a Milano anziché a Firenze, contribuendo a sancire il ruolo di Milano come capitale della moda italiana.

    La visione unisex :

    È stato un precursore della moda genderless, portando in passerella il concetto di “uni-max”, ovvero capi con lo stesso taglio e colore per uomo e donna, ben prima che il tema diventasse di ampia discussione.

    Una carriera breve ma intensa :

    Nonostante la sua carriera sia stata relativamente breve (morì prematuramente nel 1983 a soli 42 anni), il suo impatto è stato profondo.

    Ha segnato una svolta fondamentale per la moda italiana, aprendo la strada a molti stilisti che hanno fatto la storia.

  • Giorgio Armani,morto serenamente

    è morto serenamente il 4 settembre 2025, all’età di 91 anni, nella sua casa di Milano.

    La notizia è stata confermata dal gruppo Armani con un comunicato che ha espresso cordoglio per la scomparsa del fondatore e “instancabile motore” dell’azienda, sottolineando come Armani abbia lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi alle collezioni e ai nuovi progetti.

    La camera ardente sarà allestita dal 6 al 7 settembre 2025 a Milano, in via Bergognone 59, presso l’Armani/Teatro, mentre i funerali si svolgeranno in forma privata per sua volontà.

    Milano ha proclamato una giornata di lutto cittadino per il giorno del funerale.

    Armani, nato a Piacenza l’11 luglio 1934, è stato uno stilista e imprenditore di fama mondiale che ha rivoluzionato la moda con il suo stile elegante e minimalista, diventando un punto di riferimento anche per il red carpet e l’abbigliamento professionale internazionale.

    La sua carriera ha attraversato oltre cinque decenni, durante i quali ha creato un impero della moda, rimasto indipendente e fedele ai suoi valori.

    L’ultimo periodo della sua vita è stato segnato da una lieve malattia che lo aveva costretto a un breve ricovero, ma Armani aveva continuato a seguire il lavoro e a preparare la collezione per i 50 anni dell’azienda, che sarà presentata nella prossima fashion week di settembre 2025.

    L’eredità di Giorgio Armani è quella di un’icona di stile, eleganza e innovazione, con un impatto duraturo nella moda italiana e mondiale.

    Tutte le informazioni sono aggiornate e verificate da fonti autorevoli come Corriere della Sera, iO Donna, SkyTG24 e Wikipedia.

  • Hugo Boss

    è una casa di moda tedesca fondata da Hugo Ferdinand Boss nel 1923 a Metzingen, Germania. L’azienda è specializzata nella produzione di abiti, scarpe, accessori e fragranze per uomo e donna, distribuiti attraverso oltre 5700 negozi in tutto il mondo.

    La storia dell’azienda vede una partenza nei primi anni con la produzione di abbigliamento e uniformi, tra cui alcune realizzate durante il periodo nazista, e dopo la Seconda Guerra Mondiale si è espansa progressivamente nel settore degli abiti da uomo a partire dagli anni ’50. Negli anni ’70, l’azienda lanciò il marchio Boss e iniziò a sponsorizzare eventi sportivi, in particolare nel motorsport, con partnership di rilievo nel mondo della Formula 1.

    Oggi, Hugo Boss offre diverse linee di prodotti :

    • BOSS Black (abbigliamento elegante e haute couture)

    • BOSS Orange (linea casual)

    • BOSS Green (linea sportiva)

    • HUGO (linea raffinata e fashion)

    Il marchio è noto per l’eccellenza sartoriale e combina tradizione e innovazione con uno stile senza tempo. È attivo anche nel settore delle fragranze e ha una crescente presenza nello sport e nelle collaborazioni con atleti e celebrità.

    Hugo Boss rimane uno dei leader mondiali nel settore della moda premium e del lusso, con un’offerta completa per uomo e donna, disponibile anche online presso il negozio ufficiale e rivenditori come Zalando.

    Fonti :
    [2] Hugo Boss – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Hugo_Boss
    [3] Hugo Boss (stilista) – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Hugo_Boss_(stilista)
    [4] Hugo Boss | Scoprilo su Zalando https://www.zalando.it/hugo-boss-online-shop/
    [5] Collezione HUGO BOSS Donna e Uomo | Sofisticata e chic https://www.hugoboss.com/it/home
    [6] Profumo Hugo Boss uomo e donna – Notino https://www.notino.it/hugo-boss/
    [7] Hugo Boss | LOOKFANTASTIC https://www.lookfantastic.it/c/brands/hugo-boss/
    [8] HUGO BOSS – Worldshop https://www.worldshop.eu/it/marche/hugo-boss/

  • Elsa Schiaparelli

    è stata una delle stiliste più innovative e audaci del XX secolo, nota per aver rivoluzionato la moda con uno stile surrealista, creativo e spesso impertinente. Fondata nel 1927, la Maison Schiaparelli si distinse per il suo uso pionieristico di colori come il famoso rosa shocking, materiali innovativi come la combinazione di lana, seta, gomma e pelle, e accessori eccentrici come l’abito aragosta o il cappello a forma di scarpa, nati in collaborazione con artisti come Salvador Dalí. La sua moda si posizionava spesso in contrapposizione alla sobrietà di Coco Chanel, puntando su elementi di haute couture, prêt-à-porter, sportswear, lingerie, profumi e gioielli con un approccio artistico visionario e teatrale, anticipando la moderna figura del direttore creativo [1][2][3][5]

    Dopo il successo negli anni ’30 e ’40, con clienti celebri come Katharine Hepburn, Greta Garbo e Wallis Simpson, la maison chiuse nel 1954 ma fu rilanciata nel XXI secolo. Oggi Schiaparelli continua la sua eredità con collezioni di alta moda che mantengono vivo lo spirito di audacia, eleganza e surrealismo originari, sotto la direzione di artisti come Daniel Roseberry [2][3][4]

    In sintesi, Schiaparelli rappresenta un emblema di creatività estrema e innovazione nella moda, combinando arte e alta sartoria con visioni avanguardiste e collaborazioni artistiche di rilievo.

    Fonti :
    [1] La Maison Schiaparelli: l’eccesso sotto l’alta moda – Monte Carlo SBM https://www.montecarlosbm.com/it/inspiration/la-maison-schiaparelli-leccesso-sotto-lalta-moda
    [2] Elsa Schiaparelli – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Elsa_Schiaparelli
    [3] Tutto sulla stilista di moda italiana Elsa Schiaparelli – Audaces https://audaces.com/it/blog/elsa-schiaparelli
    [4] Maison Schiaparelli – Haute Couture and Ready-to-Wear https://schiaparelli.com
    [5] House of Schiaparelli Moda vintage – 9 in vendita su 1stDibs https://www.1stdibs.com/it/creators/house-of-schiaparelli/fashion/
    [6] Schiaparelli Moda vintage – 17 in vendita su 1stDibs https://www.1stdibs.com/it/creators/schiaparelli/fashion/
    [7] Schiaparelli (@schiaparelli) • Instagram photos and videos https://www.instagram.com/schiaparelli/
    [8] Shocking life. Autobiografia – Elsa Schiaparelli – Donzelli Editore https://www.donzelli.it/libro/9788868435233
    [9] Maison Schiaparelli – Haute Couture and Ready-to-Wear https://www.schiaparelli.com/en
    [10] L’haute couture di Schiaparelli è una lezione di anatomia (surrealista) https://www.elledecor.com/it/lifestyle/a35309530/collezione-schiaparelli-haute-couture-primavera-estate-2021/

  • Giorgio Armani,stilista e imprenditore italiano

    è uno stilista e imprenditore italiano nato a Piacenza l’11 luglio 1934, fondatore dell’omonima casa di moda, tra i marchi più influenti e prestigiosi a livello globale nel settore fashion.

    Inizialmente si iscrisse a Medicina, ma dopo il servizio militare si dedicò alla moda, lavorando come commesso e poi stilista per Nino Cerruti.

    Nel 1974 fondò il suo brand personale, che si distinse per uno stile sobrio, elegante e rivoluzionario, caratterizzato da giacche destrutturate e un approccio femminilizzato al guardaroba maschile.

    Armani è noto per aver portato una ventata di modernità all’eleganza, con linee pulite e tessuti fluidi, conquistando fama internazionale anche grazie a design amati da Hollywood e pellicole come American Gigolo.

    Ha sviluppato diverse linee di abbigliamento e accessori, ampliando il suo impero imprenditoriale nel settore dei profumi, occhiali e orologi.

    Non ha mai avuto figli né si è sposato, ma ha lasciato un segno indelebile nella moda mondiale, spesso chiamato “Re Giorgio” per il suo ruolo da protagonista nell’industria italiana e internazionale.

    Al 2024, la sua fortuna è stimata intorno ai 12 miliardi di dollari, che lo rende uno degli uomini più ricchi d’Italia.

  • Giorgio Armani . Eredi

    sono principalmente la sua famiglia più stretta e alcune persone di fiducia coinvolte nella governance dell’azienda. Armani non ha figli diretti, ma ha tre nipoti: Silvana Armani e Roberta Armani, figlie del fratello Sergio (deceduto) e Andrea Camerana, figlio della sorella Rosanna Armani. Tutti loro sono coinvolti nel consiglio di amministrazione dell’azienda, insieme al manager e amico di lunga data Pantaleo Dell’Orco e all’imprenditore Federico Marchetti, fondatore di Yoox [1][2][3][5][6]

    Giorgio Armani ha istituito una Fondazione Giorgio Armani con lo scopo di reinvestire capitali in beneficenza e garantire l’equilibrio gestionale dell’azienda nel tempo. Attraverso un testamento e un piano di successione approvato già dal 2016 e aggiornato recentemente, la proprietà e il controllo dell’azienda saranno distribuiti tra i nipoti, la sorella Rosanna, la fondazione e i collaboratori chiave. Lo statuto societario è stato modificato per suddividere il capitale in categorie con diversi diritti di voto, prevedendo meccanismi per la gestione delle quote e una governance strutturata per minimizzare i conflitti tra gli eredi [1][2][3][5][6][7][8][10]

    In particolare, Silvana Armani è considerata erede stilistica e figura chiave del futuro della maison, pur mantenendo Armani il pieno comando fino alla fine della sua vita [4] Non è prevista una immediata quotazione in borsa, ma è stata aperta la possibilità per il futuro, con regole precise per fusioni e acquisizioni [2][6]

    In sintesi, i principali eredi di Giorgio Armani sono dunque :

    • Nipoti: Silvana Armani, Roberta Armani, Andrea Camerana

    • Sorella: Rosanna Armani

    • Collaboratori chiave in azienda : Pantaleo Dell’Orco, Federico Marchetti

    • Fondazione Giorgio Armani (parte della proprietà e beneficiaria di parte degli utili)

    Questa struttura garantisce che l’impero Armani rimanga sotto controllo familiare e con una forte governance interna coerente con i valori dello stilista.

    Fonti :
    [1] Giorgio Armani, cosa succederà alla successione: cambia lo statuto … https://www.corriere.it/economia/aziende/23_ottobre_12/armani-futuro-statuto-holding-azioni-senza-diritto-voto-e20e2922-6861-11ee-aaf2-f4091213009c_amp.html
    [2] L’eredita’ di giorgio armani e’ gia’ pronta: azioni ai tre nipoti, divieto … https://www.dagospia.com/business/l-eredita-giorgio-armani-e-gia-pronta-azioni-nipoti-divieto-quotazione-374648
    [3] Giorgio Armani ha già pensato alla sua eredità: a chi andrà il suo … https://www.quotidiano.net/economia/giorgio-armani-eredita-310388e3
    [4] Chi è Silvana, la nipote ed erede di Giorgio Armani – DiLei https://dilei.it/moda/silvana-armani-chi/1421894/
    [5] Giorgio Armani: rivelati gli eredi? – nss magazine https://www.nssmag.com/it/fashion/34892/armani-eredi-successione
    [6] Giorgio Armani rivede il suo testamento: come sarà organizzata la società dopo la sua morte https://www.fanpage.it/stile-e-trend/moda/giorgio-armani-rivede-il-suo-testamento-come-sara-organizzata-la-societa-dopo-la-sua-morte/
    [7] Giorgio Armani crea la sua eredità con un piano di successione https://it.marketscreener.com/quotazioni/azione/LVMH-4669/attualita/Giorgio-Armani-crea-la-sua-eredita-con-un-piano-di-successione-45355935/
    [8] Giorgio Armani modella il proprio lascito con un piano di successione https://it.fashionnetwork.com/news/Giorgio-armani-modella-il-proprio-lascito-con-un-piano-di-successione,1577789.html
    [9] Armani dopo Giorgio Armani: “Per la successione un gruppo di … https://forbes.it/2024/04/19/armani-dopo-giorgio-armani-per-la-successione-un-gruppo-di-persone-scelte-da-me/
    [10] L’eredità di Armani nel futuro statuto – Yahoo Finanza https://it.finance.yahoo.com/notizie/leredit%C3%A0-di-armani-nel-futuro-145903395.html

  • Giorgio Armani . Presenza immobiliare e alberghiera a Dubai

    Giorgio Armani ha sviluppato una significativa presenza immobiliare e alberghiera a Dubai attraverso una partnership con la società Emaar Properties, una delle più grandi compagnie immobiliari al mondo. Questa collaborazione ha portato alla creazione della catena Armani Hotels & Resorts, che unisce il lusso dello stile Armani con l’alta qualità dello sviluppo immobiliare di Emaar [1][5]

    Le proprietà di Armani a Dubai includono

    Armani Hotel Dubai situato all’interno del Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo. L’hotel occupa 11 piani, con 160 camere e suite di lusso, 9 ristoranti e una spa, coprendo oltre 40.000 metri quadrati [1][2][6] L’arredamento e gli interni sono curati personalmente da Giorgio Armani, riflettendo un design elegante e minimalista e utilizzando prodotti specifici della collezione Armani/Casa [1][6]

    Armani Residences nello stesso Burj Khalifa, che occupano 9 piani dell’edificio, offrendo appartamenti di lusso anch’essi firmati dallo stilista [6]

    Un progetto di lusso di residenze chiamato Armani Beach Residences sulla Palm Jumeirah, sviluppato in partnership con il gruppo Armani, l’architetto Tadao Ando e Arada, disponibile per l’acquisto dal 2024 circa [4]

    L’accordo tra Armani e Emaar, firmato nel 2005, prevede lo sviluppo, la proprietà e la gestione di hotel, resort e residenze esclusivi in varie città di prestigio a livello mondiale, con Dubai come prima e più iconica sede [1][5][7]

    In sintesi, le proprietà Armani a Dubai rappresentano un polo di lusso che combina l’ospitalità esclusiva con un design raffinato, posizionate in uno dei luoghi simbolo del lusso e dell’architettura moderna globale, il Burj Khalifa [1][6]

    Fonti :
    [1] Armani Hotels & Resorts – HotelmyPassion https://www.hotelmypassion.com/it/catene-alberghiere/armani-hotels-resorts/
    [2] Gli hotel di lusso gestiti da celebrità, da Ibiza a New York – Corriere.it https://roma.corriere.it/cronaca/cards/gli-hotel-lusso-gestiti-celebrita-ibiza-new-york/armani-dubai.shtml
    [3] Battaglia sull’Armani Hotel, vince la proprietà di Dubai – Il Giorno https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/armani-hotel-4c350201
    [4] Armani Beach Residences Palm Jumeirah a Dubai. – Avion Tourism https://www.aviontourism.com/it/luxury/destinazioni/hotels/armani-beach-residences-palm-jumeirah-a-dubai-56727
    [5] Armani incontra il chairman della Emaar: si confermano i piani di sviluppo della nuova catena alberghiera https://www.ttgitalia.com/hotel/14285-armani-incontra-il-chairman-della-emaar-si-confermano-i-piani-di-sviluppo-della-nuova-catena-alberghiera-IPTG17930
    [6] Burj Khalifa | Olivari https://www.olivari.it/contract/burj-khalifa-2/
    [7] Ecco perché Armani grifferà (anche) gli hotel – Pambianconews https://www.pambianconews.com/2004/03/04/ecco-perch-233-armani-griffer-224-anche-gli-hotel-8848/
    [8] Giorgio Armani (azienda) – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Armani_(azienda)
    [9] Armani ha vinto contro la nube: inaugurato Hotel a Dubai https://it.fashionnetwork.com/news/Armani-ha-vinto-contro-la-nube-inaugurato-hotel-a-dubai,96305.html
    [10] La notte magica di Armani a Dubai – Sky TG24 https://tg24.sky.it/spettacolo/2021/10/27/la-one-night-only-di-giorgio-armani-a-dubai

  • Brunello Cucinelli

    l’imprenditore che ha vestito l’anima del capitalismo.

    Nel cuore dell’Umbria, dove le colline sembrano fatte per ospitare il silenzio e la contemplazione, c’è un borgo che non solo è stato restaurato, ma rinato sotto il segno della bellezza, della dignità e del rispetto.

    Si chiama Solomeo.

    E lì, tra pietra antica, filosofia e cachemire, vive e lavora Brunello Cucinelli – uno dei rari imprenditori italiani che ha saputo coniugare successo economico, umanesimo e visione etica.

    Più che un semplice nome della moda, Cucinelli è oggi un simbolo: di un’altra idea di impresa, di un sogno concreto, di un’Italia che non ha dimenticato il valore del fare con le mani e del pensare con il cuore.

    Le radici : dalla campagna al cachemire.

    Nato nel 1953 a Castel Rigone, in provincia di Perugia, Brunello cresce in un contesto rurale, a stretto contatto con la terra e con le fatiche del lavoro manuale.

    Suo padre, operaio, subirà umiliazioni che il giovane Cucinelli non dimenticherà mai.

    Quel senso profondo di ingiustizia sarà la molla segreta del suo futuro : il desiderio non solo di riuscire, ma di farlo senza perdere l’anima, costruendo un mondo in cui il lavoro potesse tornare a essere fonte di dignità.

    Non ha una formazione accademica nel campo della moda.

    È ingegnere mancato, autodidatta per vocazione.

    Ma ha un’intuizione potente : il cachemire, materiale nobile e poco diffuso all’epoca, può essere reso più contemporaneo se tinto di colori vivi, inattesi.

    È il 1978 quando avvia la sua attività.

    Nasce da lì un impero ma non uno qualunque.

    Il capitalismo umanistico

    Cucinelli è spesso definito un “filosofo in azienda”.

    Le sue parole sono intrise di citazioni: da Seneca a Marco Aurelio, da San Benedetto a Kant.

    Ma non è un esteta da salotto. La sua è una filosofia che si sporca le mani, che entra nella fabbrica, che parla con i dipendenti, che restaura borghi, che investe nei teatri.

    Una filosofia applicata al lavoro.

    Il suo modello è il capitalismo umanistico: un’idea in cui l’impresa non è solo strumento di profitto, ma luogo di elevazione morale e spirituale.

    Dove chi lavora deve sentirsi rispettato, ascoltato, benvoluto.

    Dove gli spazi sono belli, perché la bellezza è nutrimento invisibile.

    Dove il tempo è umano, e non meccanico: nelle sue fabbriche non si lavora oltre le 17.30, e lo straordinario è un’eccezione.

    Non è retorica.

    Cucinelli reinveste parte degli utili nel miglioramento dei luoghi e delle vite.

    Ha restaurato tutto il borgo di Solomeo, ha creato scuole artigiane, teatri, biblioteche.

    Ha istituito una Fondazione per la dignità dell’uomo.

    Non come filantropia di facciata, ma come naturale estensione della sua visione.

    La moda come linguaggio dell’essere

    E poi c’è il prodotto.

    I capi firmati Brunello Cucinelli sono diventati icone di uno stile inconfondibile: essenziale, raffinato, misurato.

    Il lusso silenzioso, come lo definisce lui.

    Nulla di urlato, nulla di ostentato.

    Capi che parlano a chi ha già conquistato se stesso e non ha bisogno di impressionare.

    È una moda che riflette un pensiero: la sobrietà come eleganza, la qualità come valore intrinseco, la morbidezza come forma di accoglienza.

    Nulla è lasciato al caso: dai filati alle cuciture, dal tono dei beige all’esperienza nei flagship store, ogni dettaglio racconta una cura che va ben oltre il mercato.

    In un mondo spesso ossessionato dal “nuovo”, Cucinelli parla di permanenza.

    I suoi abiti non inseguono le mode: le superano.

    E in questo, paradossalmente, sono più contemporanei di mille collezioni effimere.

    Il tempo, la comunità, il senso

    Brunello Cucinelli ama dire: “La vita va vissuta con misura e armonia.”

    In un’epoca di accelerazione continua, la sua impresa è un esperimento radicale : fermarsi.

    O meglio, trovare un altro ritmo, in cui il lavoro non sia sacrificio ma espressione di sé.

    I suoi dipendenti non sono numeri.

    Vengono chiamati per nome.

    Le pause sono rispettate, le feste anche.

    A Solomeo c’è un teatro aziendale, ci sono giardini, si ascolta musica.

    Non è utopia: è cultura del lavoro.

    Una cultura in cui la comunità è al centro, in cui l’impresa diventa ambiente di vita e non solo luogo di produzione.

    E questa cura non riguarda solo l’interno.

    Cucinelli ha investito nel paesaggio, nella conservazione del territorio, nel restauro dei beni pubblici.

    Ha creato un’impresa civica, che restituisce valore al territorio da cui ha tratto ispirazione.

    Oltre il brand : un esempio, un messaggio

    Nel panorama spesso cinico del business globale, la figura di Cucinelli appare come una anomalia luminosa.

    E proprio per questo affascinante.

    Il suo successo dimostra che si può fare impresa senza calpestare l’umano, anzi, mettendolo al centro.

    Non è un caso se il suo pensiero è oggi studiato in università di tutto il mondo, se i suoi discorsi attirano più attenzione delle sfilate, se la sua figura viene evocata come simbolo di un possibile “futuro gentile” per l’economia.

    Perché Cucinelli non è solo moda.

    È visione.

    È etica.

    È memoria contadina trasformata in impresa globale.

    È un uomo che ha saputo custodire il bambino che guardava il padre umiliato e ha deciso di cambiare le regole del gioco.

    Non con rabbia, ma con grazia.

    Conclusione : il lusso della dignità

    Brunello Cucinelli ci ricorda che il vero lusso non è possedere, ma sapere chi si è.

    Che il lavoro non deve essere una fatica che spezza, ma un’attività che eleva.

    Che il capitale può diventare cultura.

    Che l’impresa può essere bellezza.

    E che non bisogna essere filosofi per citare Seneca: basta crederci, e agire di conseguenza.

    Nel suo stile, nel suo borgo, nei suoi gesti, risuona un’idea semplice e rivoluzionaria: dare valore al tempo, alle mani, alle relazioni.

    E forse è proprio questo che rende il “cachemire di Solomeo” così speciale : è fatto non solo di lana finissima, ma di umanità.

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