Oggi collegamento cruciale tra via Cavour e via Nazionale nel rione Monti, era già importante nel XVII secolo, tanto da essere chiamata “Corso dei Monti” prima ancora che le vie attuali esistessero. Nel secolo successivo, come si vede nella pianta del Nolli del 1748, il suo nome cambiò in “Strada de’ Serpenti”. L’origine del nome è incerta: alcuni la collegano a un’edicola mariana con la Vergine che schiaccia un serpente, altri all’insegna di una bottega (forse osteria o marmista) raffigurante Laocoonte avvolto dai serpenti.
Ai due estremi della via si trovano edifici importanti: la Banca d’Italia verso via Nazionale e la chiesa di S.Maria dei Monti vicino a via Cavour. All’angolo con via Baccina, una palazzina custodisce due memorie significative. Al civico 3, un bel portale bugnato ad arco è sormontato dallo stemma della Casa Reale di Braganza e da una targa che indica l’appartenenza dell’edificio all’Ospedale di S.Antonio dei Portoghesi: “Questa casa è sotto la proprietà dell’ospedale di S.Antonio dei Lusitani (o portoghesi)”. In origine, la casa fu di Donna Guiomar di Lisbona, che iniziò ad accogliere le pellegrine portoghesi. Con l’aumento dei pellegrini, Donna Guiomar fondò un vero ospizio. Un documento del 1363 ne delinea le regole, destinando i beni suoi e di altri benefattori all’accoglienza dei viandanti, inizialmente solo donne portoghesi.
La direzione dell’ospedale era affidata a un portoghese eletto dalla comunità romana e approvato dal Vicario Generale del Papa, ponendo l’ospedale sotto la protezione pontificia pur appartenendo alla nazione portoghese. Al civico 2, una lapide ricorda che in questa casa morì San Benedetto Giuseppe Labre il 16 aprile 1783, portato qui morente dalla vicina chiesa di S.Maria dei Monti. La stanza della morte è ora un oratorio con reliquie e oggetti del santo. Nato in Francia nel 1748 da famiglia povera, dopo vari tentativi di vita ecclesiastica comprese la sua vocazione di “vagabondo di Dio”, predicando il Vangelo con umiltà e povertà. Visitò molti santuari europei, dormendo per strada e vivendo di offerte che poi donava ai poveri. Definito “il vagabondo di Dio” o “lo zingaro di Cristo”, giunse a Roma nel 1770 e vi si stabilì nel 1777, vivendo sotto un arco del Colosseo. La sua fama di uomo spirituale crebbe rapidamente, tanto che nobili e cardinali cercavano i suoi consigli. La sua salute peggiorò e morì a 35 anni. I suoi funerali furono seguiti da una grande folla e i romani iniziarono subito a invocarne l’intercessione. La sua fama di santità si diffuse in Europa e fu beatificato nel 1860 e canonizzato nel 1881.
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