1844/1901
è stato un economista italiano di spicco nella seconda metà del XIX secolo.
Dopo aver compiuto gli studi universitari a Pisa, dove fu allievo di Francesco Ferrara, Cognetti iniziò la sua carriera accademica e giornalistica.
Insegnò economia politica negli istituti tecnici di Bari e Mantova, dove diresse anche la “Gazzetta di Mantova”.
Nel 1878 vinse il concorso per la cattedra di Economia Politica all’Università di Torino, dove rimase fino alla sua prematura scomparsa.
A Torino, nel 1893, fondò il Laboratorio di Economia Politica, un’istituzione dedicata alla ricerca e alla formazione di giovani economisti.
Dal 1894 diresse anche la quarta serie della prestigiosa “Biblioteca dell’Economista”.
Cognetti fu un economista influenzato dal positivismo e si interessò in particolare allo studio dei fenomeni economici e sociali nelle società primitive e antiche.
Tra le sue opere principali si ricordano:
- Delle attinenze tra l’economia sociale e la storia (1865)
- L’Economia sociale e la Famiglia (1869)
- Forme primitive nella evoluzione economica (1881)
- Il socialismo antico (1889)
- Il Socialismo negli Stati Uniti d’America (1891, prefazione all’opera di Henry George)
- Formazione, struttura e vita del commercio (1898)
- La mano d’opera nel sistema economico (pubblicato postumo nel 1901)
Salvatore Cognetti de Martiis fu un intellettuale attivo e un docente stimato, che contribuì significativamente allo sviluppo degli studi economici in Italia. - La sua attenzione verso le dinamiche sociali e storiche lo colloca tra gli economisti che cercarono di ampliare lo sguardo oltre la pura teoria economica.

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