Nato a Milano nel 1912 e scomparso a Roma nel 1999, Vittorio Cusatelli è stato un artista che ha saputo fondere la formazione accademica con una sensibilità personale rivolta alla rappresentazione della realtà quotidiana.
La sua formazione è artistica si è svolta presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove è stato allievo di Virgilio Guidi e Bruno Saetti, e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Roma, sotto la guida di Umberto Coromaldi e Carlo Siviero.
Nel 1933, Cusatelli ha vinto una borsa di studio statale per la pittura, riconoscimento che ha segnato l’inizio di una carriera artistica caratterizzata da una costante ricerca espressiva.
Nel 1948 ha partecipato alla V Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma con l’opera “Le fornaci”, e successivamente alla VII edizione nel 1956, consolidando la sua presenza nel panorama artistico italiano.
Le sue opere, spesso realizzate ad olio o acquerello, ritraggono paesaggi urbani e scene di vita quotidiana, con una predilezione per i luoghi simbolici di Roma, come Piazza del Popolo e Castel Sant’Angelo.
La sua pittura si distingue per una tavolozza delicata e una composizione equilibrata, che trasmettono una sensazione di quiete e contemplazione.
Cusatelli è stato anche un educatore, insegnando pittura e trasmettendo la sua passione per l’arte alle nuove generazioni.
La sua eredità artistica è testimoniata dalle opere conservate in collezioni pubbliche e private, tra cui la Pinacoteca Corrado Giaquinto di Bari, che ospita il dipinto “I violini”.
Oggi, le opere di Vittorio Cusatelli continuano ad essere apprezzate e ricercate, come dimostrano le vendite all’asta e l’interesse dei collezionisti.
La sua capacità di catturare l’essenza della vita urbana e la bellezza dei paesaggi italiani lo rende una figura significativa nel panorama dell’arte del XX secolo.

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