È una terra antica, stratificata, intensa che si rivela con lentezza, come certi tessuti orientali che vanno guardati controluce per cogliere il disegno profondo. Qui il tempo non ha mai smesso di depositare civiltà. Cartagine, Roma, l’Islam, l’Andalusia, l’epoca coloniale e la contemporaneità africana : tutto si sovrappone, tutto convive.
La Tunisia è come una mappa segreta, fatta di tracce, memorie, sabbie, colori. Per chi sa ascoltare, è una sinfonia.
Cartagine tra rovine e ombre leggendarie Il nome di Cartagine è un’eco. Pronunciarlo significa chiamare a sé Annibale, Didone, Enea, i commerci fenici, gli scontri col potere romano. Ma la Cartagine di oggi è anche un luogo reale, costellato di colonne rotte, capitelli disseminati tra gli ulivi, mare che riflette secoli. Camminare sulle rovine di Cartagine è un gesto quasi rituale : ci si scopre piccoli davanti al tempo, ma anche partecipi di un’eredità comune.
Tunisi, la medina come labirinto dell’anima. La capitale è un nodo. Tunisi si apre a ventaglio sul lago, mescola ordine coloniale e anima araba, offre mercati, souk, moschee, caffè dove il tè alla menta accompagna il suono delle radio accese. La medina, con i suoi vicoli stretti e le porte intarsiate, non è solo un luogo urbano: è un paesaggio interiore.
Ci si perde per ritrovarsi.
Il bianco delle case, il blu delle ceramiche, il legno intagliato, le voci tutto compone una musica densa, concreta, ininterrotta.
Ma Tunisi è anche arte contemporanea In quartieri come La Marsa e Sidi Bou Said, gallerie, spazi espositivi e collezionisti stanno riscrivendo il racconto estetico del paese. Una generazione di artisti tunisini dialoga col mondo, senza perdere il proprio radicamento. La Tunisia, in questo, è un laboratorio vivo: dove la tradizione non è prigione, ma risorsa.
Il deserto : silenzio, sabbia, infinito
E poi, si scende verso sud. Là dove il paesaggio si svuota di case e si riempie di luce. Il Sahara tunisino è una distesa che respira. Le dune sembrano disegnate a mano ogni giorno, il vento parla come un dio antico. A Douz, a Ksar Ghilane, la notte cala improvvisa e porta con sé il cielo intero.
Il deserto, in Tunisia, non è solo paesaggio: è esperienza.
È uno spazio spirituale, quasi pittorico. Qui ogni ombra ha un senso, ogni pietra ha memoria. Chi viene per fotografare resta in silenzio. Chi viene per vedere resta a occhi chiusi.
I villaggi berberi, architetture del tempo Nel sud resistono ancora i villaggi berberi Matmata, Chenini, Tamezret luoghi scavati nella roccia, dove la terra è parete e rifugio. Case trogloditiche, granai fortificati (ksour), architetture che sembrano nate dal sogno e dalla necessità. Sono geometrie essenziali, di una bellezza che toglie il fiato : minimaliste, funzionali, poetiche. In questi villaggi si sente la Tunisia profonda, quella che non è stata addomesticata dallo sguardo del turismo, ma che accoglie con discrezione, come fanno le persone che vivono in armonia con il paesaggio.
Una cultura tessuta con pazienza.
La Tunisia è anche una cultura del gesto nei tappeti intrecciati a mano, nei profumi delle spezie, nei piatti cucinati lentamente, negli hammam dove il tempo si dilata. È un paese che non va “consumato” ma vissuto. Che offre la sua bellezza a chi sa rallentare.
E poi ci sono le voci quella di Ibn Khaldun, grande filosofo nato a Tunisi nel XIV secolo, padre della sociologia moderna. Quella di donne poete e cantanti che, oggi, lottano per ridefinire i confini tra pubblico e privato. Quella dei giovani, che reinventano l’identità tunisina giorno dopo giorno, tra diaspora e ritorno, tra lingua francese, araba e berbera.
Tunisia non è un luogo da raccontare in fretta È uno di quei paesi che cambiano dentro chi li attraversa. Perché non offre mai una sola immagine, ma sempre una contraddizione, una sfumatura, un passaggio. E forse è proprio questo il suo dono più profondo: insegnare che l’identità non è un’unità chiusa, ma una sinfonia aperta. Come il suono di un muezzin al tramonto che si mescola al vociare del mercato. Come il vento che accarezza le dune. Come la luce che, a Tunisi, sa essere sia europea che africana, sia presente che antica.
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