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Dario Bellezza 1944/1996 è stato un poeta, scrittore e drammaturgo italiano, noto per la sua poesia intensa e autobiografica, spesso incentrata su temi come l’amore omosessuale vissuto con sofferenza, la solitudine e la lotta interiore.
Fu scoperto e sostenuto da Pier Paolo Pasolini, che lo definì «il miglior poeta della nuova generazione» dopo la pubblicazione della sua prima raccolta Invettive e licenze (1971). Bellezza esordì con il romanzo Innocenza (1970) e vinse il Premio Viareggio nel 1976 con la raccolta Morte segreta.
Partecipò al Festival internazionale dei poeti di Castel Porziano nel 1979, un evento caotico e controverso che vide scontri con il pubblico e momenti di forte tensione, come il litigio di Bellezza con gli spettatori che non lo applaudivano.
Bellezza è stato uno dei primi autori italiani a trattare apertamente l’omosessualità nella letteratura, con uno stile che risente dell’influenza simbolista e di poeti come Rimbaud, di cui tradusse l’opera completa.
La sua vita fu segnata da alti e bassi emotivi e da una crescente solitudine, aggravata dalla malattia: morì di AIDS nel 1996 in povertà e isolamento.
Oltre alla poesia, collaborò con la casa editrice Pellicanolibri per sostenere autori meno noti e tradusse importanti opere letterarie.
La sua figura resta simbolo di una stagione culturale irripetibile e di una poesia che sfidava i tabù sociali dell’epoca.

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