Geiranger

C’è un punto in Norvegia dove la natura non chiede il silenzio: lo impone.

Si chiama Geiranger, ed è un villaggio affacciato su un fiordo che sembra scolpito per restare nella memoria di chi lo guarda.

Il Geirangerfjord è stretto, profondo, circondato da pareti rocciose che precipitano nell’acqua come se volessero toccare il fondo del cielo.

Le cascate scendono dritte, senza deviazioni. Hanno nomi leggendari: “Le sette sorelle”, “Il velo della sposa”, “Il pretendente”.

Acqua e leggenda qui si fondono senza sforzo.

Una natura verticale

A Geiranger, tutto sale e scende. Non c’è orizzonte, ma strati.

Le montagne si specchiano nell’acqua con tale precisione da sembrare una seconda realtà.

Le nubi non si appoggiano al cielo, ma camminano tra le vette.

Le fattorie abbandonate si aggrappano ai pendii, come ricordi che non vogliono cadere.

Turismo e isolamento

Geiranger è oggi una delle mete più visitate della Norvegia, patrimonio UNESCO, crocevia di crociere e viaggiatori.

Eppure, basta allontanarsi di pochi passi per trovare il silenzio.

Un sentiero che sale, un punto panoramico, e tutto si fa remoto.

La modernità non cancella l’asprezza del paesaggio, né la sua potenza.

Quando il tempo rallenta

Qui il tempo ha un altro ritmo.

I giorni sembrano durare di più.

L’estate regala luci irreali, tramonti che si allungano fino a diventare aurora. In inverno, il fiordo si ritira sotto il ghiaccio, e Geiranger sembra addormentarsi.

Chi arriva non si ferma per vedere qualcosa.

Si ferma per sentire qualcosa: una presenza che non ha nome, fatta di pietra, acqua e vento.

Non c’è niente di spettacolare a Geiranger, eppure tutto è spettacolare senza volerlo essere.

RED@

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