stazione centrale di Monaco di Baviera.
Non è solo un punto di partenza o di arrivo: è un crocevia incessante, un organismo vivo che pulsa giorno e notte.
Come una città nella città, la stazione accoglie, distribuisce, assorbe, rilascia.
Chi arriva, trova il cuore della Baviera che batte sotto le volte di acciaio e vetro.
Chi parte, lo fa con quella tipica sensazione tedesca di efficienza mista a nostalgia : quella strana certezza che ogni treno sia un’idea ben studiata.
Un gigantesco snodo europeo
Con oltre 450.000 passeggeri al giorno, la Hauptbahnhof è una delle stazioni ferroviarie più trafficate d’Europa.
Vi convergono linee ad alta velocità (ICE), treni regionali, collegamenti internazionali, metropolitana (U-Bahn), tram e autobus. Si può andare ovunque : Berlino, Vienna, Parigi, Zurigo, Roma.
E sempre con puntualità da orologio bavarese.
Non è raro vedere al binario 7 un ICE diretto ad Amburgo e, contemporaneamente, al binario 15 un treno notturno per Budapest.
Tutto si muove, ma nulla sembra confuso.
La stazione non è mai nervosa: è concentrata.
Vita sotto le rotaie
Al di sotto dei binari si apre un mondo parallelo : negozi, panetterie, supermercati, edicole, caffetterie.
Un’umanità in cammino si ferma per un Brezel caldo, un giornale, una birra prima della coincidenza.
Si compra un caricatore, si cambia moneta, si leggono le partenze sui grandi tabelloni gialli che scorrono come un pensiero meccanico.
E poi ci sono i suoni : l’annuncio in tedesco con la cadenza del comandante, il fischio breve del treno in partenza, le ruote metalliche che cominciano a stridere sui binari.
Una musica industriale e ipnotica.
Stazione o osservatorio umano?
La stazione centrale di Monaco è anche uno specchio dell’Europa contemporanea.
Pendolari, turisti, studenti, lavoratori, famiglie, zaini enormi, valigie piccole.
In una sola ora puoi vedere mille storie: chi parte senza guardarsi indietro, chi aspetta, chi torna.
C’è chi cerca un binario e chi cerca un riparo.
E c’è sempre qualcuno che si ferma a osservare il viavai senza fretta, come se la meta fosse lì, in quel movimento senza pausa.
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