è una zona che si estende nella parte nord-est della città, corrispondente a una porzione del Quartiere Trieste.
È noto soprattutto per l’odonomastica delle sue vie, che richiamano le ex colonie italiane in Africa, come viale Libia, viale Eritrea, viale Somalia e viale Etiopia.
Il quartiere nacque negli anni Venti del Novecento con la costruzione di villini destinati ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato e si sviluppò maggiormente nel secondo dopoguerra con palazzi tipici degli anni Cinquanta e Sessanta.
È caratterizzato da una varietà di abitazioni, che vanno da residenze signorili a palazzi popolari, e da arterie commerciali attive, soprattutto lungo viale Libia e viale Somalia.
Geograficamente, il Quartiere Africano è delimitato da via Salaria, via Nomentana, via Regina Margherita e dal fiume Aniene. Oltre alla sua storia urbanistica, il quartiere conserva tracce storiche e culturali importanti, come il complesso monumentale di Sant’Agnese fuori le mura.
Il quartiere è anche un luogo che richiama il passato coloniale italiano, visibile non solo nei nomi delle strade ma anche nella memoria storica e culturale della zona, con iniziative che cercano di risignificare queste radici.
In sintesi, il Quartiere Africano è un’area residenziale di Roma con un forte legame storico e simbolico con l’epoca coloniale italiana, caratterizzata da un mix architettonico e culturale che riflette la sua evoluzione dal primo Novecento a oggi.
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