Massimo Mila

1910/1988

è stato un eminente musicologo, critico musicale, traduttore e intellettuale antifascista italiano nato a Torino.

Fu professore incaricato all’Università di Torino, dove fondò l’Istituto di Storia della Musica, e insegnò anche al Conservatorio di Torino.

Fu critico musicale per importanti testate come «La Stampa», «L’Unità» e «L’Espresso».

Cresciuto in un ambiente culturale borghese, frequentò il liceo M. D’Azeglio a Torino, noto per la sua tradizione antifascista, dove strinse amicizie con figure come Norberto Bobbio, Cesare Pavese e altri intellettuali.

La sua opposizione al fascismo lo portò a essere arrestato più volte, in particolare per la sua adesione al movimento “Giustizia e Libertà” e per la sua solidarietà a Benedetto Croce.

La sua attività critica e musicologica si caratterizzò per un approccio umanista e storico, volto a comprendere il significato della musica nel contesto storico e umano, senza dottrinarismi, ma con un’attenzione concreta all’ascolto e all’analisi musicale.

Tra le sue opere più note figurano saggi su Verdi, Mozart, Stravinskij e la musica moderna, oltre a una vasta produzione di scritti civili e lettere dal carcere.

Era anche un appassionato alpinista, tanto che un rifugio nel Parco Nazionale del Gran Paradiso porta il suo nome.

In sintesi, Massimo Mila è ricordato come una figura di riferimento nel panorama culturale e musicale italiano del Novecento, un intellettuale impegnato nella resistenza antifascista e nella divulgazione della musica come forma di civiltà e libertà.

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