nato a Catanzaro nel 1918 e morto a Milano nel 2006, è stato un artista italiano di rilievo nel panorama dell’arte europea del dopoguerra, associato al movimento del Nouveau Réalisme e alla Pop Art internazionale.
Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, si trasferì a Roma nel 1945, dove iniziò con opere astratto-geometriche ispirate a Kandinskij e Mondrian, per poi sviluppare la sua tecnica più famosa, il décollage.
Il décollage consiste nel ricomporre sulla tela pezzi di manifesti pubblicitari strappati dai muri, una pratica che Rotella iniziò dopo una crisi creativa negli anni ’50. Una sua evoluzione è il “doppio décollage”, dove lo strappo avviene due volte, anche in laboratorio. Negli anni ’60 realizzò la serie Cinecittà, utilizzando manifesti cinematografici con immagini di star come Marilyn Monroe, diventata un’icona della sua arte.
Rotella fu anche poeta fonetico e sperimentatore di nuove tecniche come il “Mec-Art” e gli Artypo, e fu invitato a importanti mostre internazionali, tra cui il Guggenheim di New York e il Centre Pompidou. Nel 2000 è stata fondata la Fondazione Mimmo Rotella per promuovere la sua opera e la sua eredità artistica.
In sintesi, Mimmo Rotella è celebre per aver innovato l’arte contemporanea con il décollage, unendo elementi di arte pop, ready-made e sperimentazione materica, contribuendo significativamente al Nouveau Réalisme europeo.

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