è una figura complessa della storia economica e politica tedesca del XX secolo, spesso definito come “il banchiere di Hitler” per il ruolo che ricoprì nella Germania nazista.
Tuttavia, il suo rapporto con il regime fu articolato e, col tempo, sempre più critico.
Chi era Hjalmar Schacht?
Hjalmar Horace Greeley Schacht (1877–1970) fu un economista e banchiere tedesco, presidente della Reichsbank (la banca centrale tedesca) e poi ministro dell’Economia sotto il regime nazista.
Prima ancora, si era distinto come tecnico brillante già durante la Repubblica di Weimar.
Il ruolo negli anni ’20: il salvatore del marco
Negli anni immediatamente successivi alla Prima guerra mondiale, la Germania fu colpita da una devastante iperinflazione.
Schacht divenne famoso per il suo intervento nel 1923-24, quando contribuì alla stabilizzazione del marco attraverso l’introduzione del Rentenmark, guadagnandosi grande stima internazionale.
Nel 1924 fu nominato presidente della Reichsbank.
L’ascesa del nazismo e la collaborazione con Hitler
Nel 1933, con l’ascesa al potere di Adolf Hitler, Schacht tornò alla guida della Reichsbank e fu nominato Ministro dell’Economia nel 1934.
Fu lui l’architetto della ripresa economica della Germania nei primi anni del regime nazista.
Le sue misure inclusero:
Programmi di lavori pubblici (come l’autostrada, Autobahn), Finanziamenti indiretti al riarmo tedesco, mascherati con ingegnose tecniche contabili (i cosiddetti “Mefo-Wechsel”), Controllo sui movimenti di capitale e sul commercio estero.
Schacht non era un nazista in senso ideologico, ma vide in Hitler uno strumento per riportare potenza e stabilità alla Germania.
Il distacco da Hitler
Dal 1936 in poi, Schacht cominciò a prendere le distanze dalla politica economica aggressiva e sempre più militarizzata del regime.
Era contrario al deficit cronico causato dal riarmo e ai metodi autoritari di gestione economica introdotti da Hermann Göring con il “Piano quadriennale”.
Nel 1939 fu costretto a lasciare sia la Reichsbank che il governo.
Anche se non fu mai attivamente coinvolto nella resistenza, Schacht ebbe contatti con ambienti conservatori ostili a Hitler, e fu brevemente arrestato dopo il fallito attentato del 20 luglio 1944.
Dopo la guerra
Schacht fu arrestato dagli Alleati e processato a Norimberga, ma fu assolto nel 1946, in quanto non ritenuto partecipe diretto dei crimini di guerra o contro l’umanità.
In seguito, lavorò come consulente economico e scrisse diverse memorie.
In sintesi
Tecnocrate e patriota, Schacht fu fondamentale nel risollevare l’economia tedesca due volte: dopo la Prima guerra mondiale e nei primi anni del nazismo.
Complice tecnico ma non ideologico del Terzo Reich, contribuì al suo consolidamento, ma se ne distaccò prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale.
La sua figura resta ambigua: da un lato il genio finanziario, dall’altro il complice involontario (o parzialmente consapevole) di un regime totalitario.

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