è stata una pittrice, poetessa e personaggio iconico della scena artistica e mondana italiana del Novecento. Conosciuta non solo per la sua attività pittorica ma anche per il suo stile eccentrico e inconfondibile, Parigini ha saputo fondere arte e vita in un modo profondamente personale.
Biografia essenziale
Nata a Chiusi nel 1921, si trasferì giovanissima a Roma, dove frequentò l’Accademia di Belle Arti. La sua carriera decollò negli anni Cinquanta e Sessanta, un periodo in cui diventò celebre non solo per le sue opere, ma anche per la sua presenza nei salotti culturali e nei luoghi simbolo della Dolce Vita romana.
Stile e poetica
Lo stile pittorico di Novella Parigini è riconoscibile per l’uso di colori accesi, figure femminili dai tratti onirici e un certo lirismo fiabesco. Le sue opere sono spesso popolate da giovani donne dagli occhi grandi e sognanti, immerse in paesaggi irreali o ambientazioni floreali. Le tematiche ricorrenti sono l’amore, l’infanzia, la femminilità, trattate con un tono a volte malinconico, a volte gioioso.
Oltre alla pittura, Parigini scriveva poesie e testi che accompagnavano spesso le sue opere, contribuendo a creare un universo poetico coerente e distintivo.
L’immagine pubblica
Novella Parigini fu anche un personaggio mediatico: famosa per i suoi abiti sgargianti, il trucco teatrale, i cappelli vistosi e l’inseparabile barboncino. Partecipò a numerosi programmi televisivi e amava sfilare sui red carpet con la stessa teatralità che metteva nei suoi quadri. Fu anche musa per fotografi e stilisti.
L’eredità
Sebbene a lungo guardata con un certo snobismo dalla critica ufficiale, negli ultimi anni si è assistito a una rivalutazione del suo lavoro, anche grazie all’interesse per le figure eccentriche e anticonformiste del passato. La sua arte è oggi considerata parte di un filone importante della cultura visiva italiana del dopoguerra, che ha saputo coniugare popolarità, poesia e autobiografia.
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