Piero Villani


Roma . Litografia Bulla

un laboratorio d’arte sospeso tra tradizione e contemporaneità

Nel cuore di Roma, a due passi da Piazza del Popolo, vive e lavora uno dei più antichi laboratori di litografia al mondo : la Litografia Bulla.

Fondata nel 1818 a Parigi da Jean François Bulla, lo studio si trasferisce nella capitale italiana nel 1840, dove prosegue ininterrottamente da cinque generazioni l’arte della stampa litografica.

In un’epoca di trasformazioni digitali e industriali, questo luogo conserva la delicatezza del gesto manuale, il rumore metallico delle presse e l’odore d’inchiostro, trasformando ogni foglio in un’opera irripetibile.

La storia della Litografia Bulla è una narrazione stratificata, fatta di incontri illustri e silenziosa dedizione artigiana.

Le sue pietre litografiche hanno accolto le mani e le visioni di artisti come Cy Twombly, Mario Schifano, Jannis Kounellis, Carla Accardi, Mimmo Paladino, fino ad arrivare alle collaborazioni più recenti con protagonisti della scena contemporanea come Iginio De Luca.

Qui, le tecniche secolari dialogano con la sperimentazione, facendo del laboratorio non un museo vivente, ma un organismo dinamico, capace di rinnovarsi senza tradire le proprie origini.

Nel corso degli ultimi anni, la Litografia Bulla ha ampliato il suo linguaggio aprendo le porte a nuovi linguaggi visivi e progettuali.

L’idea di “vetrina su strada” ne è un esempio: un dispositivo espositivo pensato non solo per mostrare le opere prodotte all’interno, ma per instaurare un dialogo diretto con la città.

È un invito a rallentare, a osservare, a cogliere l’essenza del processo creativo, che diventa narrazione pubblica.

Ogni lastra litografica che prende vita in Bulla è il risultato di un’intesa tra artista e artigiano, tra idea e materia, tra tempo e gesto.

Nel 2018, l’Istituto Centrale per la Grafica ha dedicato allo studio una mostra monografica, celebrandone i duecento anni di attività: un riconoscimento ufficiale del valore culturale e storico che la Litografia Bulla rappresenta per l’Italia e per il mondo dell’arte.

Più che una retrospettiva, la mostra è stata la conferma che questo luogo è ancora oggi un cantiere vivo, un’officina della visione.

Oggi, guidata da Rosalba e Alessandro Bulla, la bottega continua a essere un punto d’incontro tra generazioni e linguaggi, dove la manualità resta il tramite insostituibile di un pensiero visivo che si fa corpo.

Le lastre di pietra, affiancate da nuovi strumenti, parlano ancora la lingua dell’arte con la voce dell’inchiostro.

In un tempo che corre verso la smaterializzazione, la Litografia Bulla resta un presidio di resistenza poetica.

Articolo originale pubblicato da Arshake : www.arshake.com/litografia-bulla.

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