è un critico d’arte e giornalista italiana nata il 11 gennaio 1922 nel Principato di Monaco.
Figlia di Olga Cassini e del noto medico chirurgo Lorenzo Trucchi, si trasferì a Roma nel 1934, dove completò gli studi classici e si laureò in giurisprudenza, ma rinunciò alla carriera forense per dedicarsi al giornalismo.
Dal 1950 ha collaborato con numerosi quotidiani e riviste, tra cui Il Momento, Il Gazzettino, Il Corriere mercantile, La Fiera Letteraria e Momento Sera, dove ha curato la rubrica settimanale “Arte per tutti” dal 1967 al 1977.
Ha anche partecipato come esperta alle Biennali di Venezia (1988 e 1990) e ha insegnato Storia dell’arte presso le Accademie di Belle Arti di L’Aquila e Roma dal 1969 al 1994.
Dal 1995 al 2001 è stata presidente della XII Quadriennale nazionale d’arte di Roma.
È nota per aver promosso in Italia artisti come Jean Dubuffet, di cui ha fatto la prima presentazione nel 1962, e per il suo approccio critico che unisce rigore e passione, basato su uno sguardo ravvicinato e conoscenza diretta degli artisti e dei contesti internazionali.
Tra le sue pubblicazioni più importanti figurano monografie su Dubuffet e Francis Bacon, oltre a numerosi saggi e articoli sull’arte contemporanea.
Lorenza Trucchi ha compiuto 100 anni nel gennaio 2022 ed è considerata una figura di riferimento nel panorama della critica d’arte italiana del XX e XXI secolo.
AGGIORNAMENTO AL 4 FEBBRAIO 2026
Lorenza Trucchi si è spenta a Roma proprio oggi, 4 febbraio 2026, alla straordinaria età di 104 anni.
La notizia della sua scomparsa segna la fine di un’epoca per la cultura italiana, lasciandoci il ritratto di una donna che è stata la vera decana della critica d’arte nazionale.
Nata nel Principato di Monaco nel 1922 e romana d’adozione dal 1934, ha attraversato il Novecento con una lucidità intellettuale raramente riscontrabile.
La sua carriera, iniziata nel 1949 dopo aver abbandonato la professione forense per il giornalismo, l’ha vista diventare la prima donna a presiedere la Quadriennale di Roma tra il 1995 e il 2001.
Fino agli ultimi anni della sua lunghissima vita ha mantenuto una presenza attiva e una curiosità vivace, partecipando a vernissage e dibattiti con l’eleganza e il rigore che l’hanno sempre contraddistinta.
Il suo legame con artisti del calibro di Francis Bacon, Jean Dubuffet e Alberto Burri non è stato solo professionale, ma frutto di una profonda affinità intellettuale che ha saputo tradurre in saggi e monografie imprescindibili per chiunque studi l’arte contemporanea.
Recentemente, nel 2024, le era stata dedicata una monografia scientifica dal titolo “Lorenza Trucchi Fare subito storia”, a testimonianza di quanto il suo metodo critico sia ancora considerato un pilastro fondamentale.
La sua scomparsa oggi viene accolta dal mondo dell’arte come la perdita di una voce libera, indipendente e profondamente laica, capace di leggere l’evoluzione delle forme espressive oltre ogni pregiudizio accademico.
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