1892/1960
è stato uno dei protagonisti più innovativi del Futurismo italiano, noto per la sua poliedrica attività di pittore, scultore, designer, illustratore, scenografo e pubblicitario. Nato a Fondo, in Val di Non (Trentino), si trasferì con la famiglia a Rovereto, dove iniziò la sua formazione artistica alla Scuola Reale Elisabettina.
Il Futurismo e il Manifesto della Ricostruzione
Nel 1913, durante un soggiorno a Roma, Depero entrò in contatto con i principali esponenti del Futurismo, tra cui Giacomo Balla e Filippo Tommaso Marinetti. Nel 1915, insieme a Balla, firmò il “Manifesto della Ricostruzione Futurista dell’Universo”, che proponeva una visione radicale dell’arte come fusione totale delle diverse forme espressive. Questo manifesto segnò l’inizio del “secondo Futurismo”, caratterizzato da un approccio più astratto e decorativo rispetto alla fase iniziale del movimento .
Casa d’Arte Futurista Depero
Nel 1919, Depero fondò la Casa d’Arte Futurista a Rovereto, un laboratorio creativo dove realizzava opere in vari ambiti, tra cui pittura, scultura, design e pubblicità. Questo spazio rappresentava un esempio di “arte totale”, in cui l’artista si proponeva di unire estetica e funzionalità. Nel 1959, la Casa d’Arte Futurista Depero fu inaugurata come museo, diventando l’unico museo in Italia fondato da un futurista .
Opere e Collaborazioni
Depero realizzò numerose opere significative, tra cui:
“Movimento d’uccello” (1916): un dipinto che esprime il dinamismo tipico del Futurismo. “Il corteo della gran bambola” (1920): una tarsia monumentale che rappresenta una delle sue opere più iconiche. “Festa della sedia” (1927): un’altra tarsia di grande formato, simbolo della sua capacità di unire arte e design.
Collaborò anche con importanti aziende, come Campari, per cui progettò la celebre bottiglietta di Camparisoda nel 1932, caratterizzata da una forma conica innovativa .
“Depero Futurista” – Il Libro Bullonato
Nel 1927, Depero pubblicò “Depero Futurista”, noto come il “libro bullonato” per la sua rilegatura unica con due grandi bulloni. Questa monografia conteneva 240 pagine di suoi lavori in tipografia, architettura e design, ed è considerata una delle opere più iconiche nel campo del design grafico .
Attività Internazionale
Nel 1928, Depero si trasferì a New York, dove cercò di esportare il concetto di Casa d’Arte Futurista. Partecipò a mostre, realizzò pubblicità e progettò ambientazioni per ristoranti e teatri, continuando la sua attività poliedrica in linea con i principi del Futurismo .
Eredità e Museo
Fortunato Depero morì nel 1960 a Rovereto. La sua eredità è custodita principalmente nella Casa d’Arte Futurista Depero, che dal 2009 è parte del MART (Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto). Il museo ospita una vasta collezione delle sue opere e rappresenta un centro di riferimento per lo studio del Futurismo e dell’arte del XX secolo .
Per approfondire ulteriormente la sua vita e le sue opere, è possibile visitare il sito ufficiale: depero.it.

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