La Maersk Etienne è una petroliera danese che nel 2020 è stata al centro di un caso emblematico riguardante il soccorso di migranti nel Mediterraneo.
Il salvataggio e la crisi umanitaria
Il 4 agosto 2020, su richiesta del Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo di Malta, la Maersk Etienne ha soccorso 27 migranti in difficoltà a circa 70 miglia nautiche a nord della costa libica. Nonostante il salvataggio, nessun paese ha autorizzato l’attracco della nave per lo sbarco dei migranti, lasciando l’equipaggio e i soccorsi bloccati in mare per 38 giorni. Durante questo periodo, le condizioni a bordo sono peggiorate, con episodi di tentativi di suicidio e minacce di sciopero della fame da parte dei migranti.
L’intervento della Mare Jonio e lo sbarco
L’11 settembre 2020, l’organizzazione non governativa Mediterranea Saving Humans è intervenuta con la nave Mare Jonio per trasferire i migranti dalla Maersk Etienne. Dopo una valutazione medica che ha evidenziato la necessità di cure urgenti, i migranti sono stati trasportati e sbarcati a Pozzallo, in Sicilia, con l’autorizzazione delle autorità italiane.
Conseguenze legali e sviluppi recenti
Nel maggio 2025, sei attivisti di Mediterranea Saving Humans sono stati rinviati a giudizio dal Tribunale di Ragusa con l’accusa di “favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina” in relazione all’intervento del 2020. Questo rappresenta il primo caso in Italia in cui membri di un’organizzazione di soccorso in mare vengono processati per tali accuse.
Riconoscimenti e impegno futuro
L’equipaggio della Maersk Etienne è stato lodato per aver adempiuto ai propri doveri marittimi con integrità e umanità. Nel 2021, hanno ricevuto un premio per il loro impegno nel soccorso dei migranti.
In risposta alle accuse legali, Mediterranea Saving Humans ha annunciato l’acquisizione di una nuova nave, frutto della collaborazione con l’organizzazione tedesca Sea-Eye, per continuare le operazioni di salvataggio nel Mediterraneo.

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