Billy Joel

Le recenti rivelazioni riportate da numerosi media fra cui ANSA, Tag24, Rockol e altri ci portano a conoscere un capitolo estremamente oscuro della vita di Billy Joel.

Nel documentario “Billy Joel: And So It Goes”, presentato in anteprima al Tribeca Festival di New York City, il celebre cantautore racconta come, negli anni ’70, una relazione complessa e tormentata con Elizabeth Weber moglie del suo migliore amico Jon Small, ex membro della band Attila lo abbia gettato in una spirale di disperazione e colpa.

In quel periodo, sente di aver distrutto una famiglia e, travolto dal senso di colpa e dall’angoscia, decise di mettere fine alla propria vita attraverso due tentativi che, pur rivelandosi disastrosi, finirono per segnare un punto di svolta nella sua esistenza A B.

Il primo tentativo fu messo in atto mediante un overdosing di sonniferi, un gesto tanto silenzioso quanto devastante che portò Billy Joel a cadere in coma per diversi giorni.

Al risveglio, anziché emergere con un senso di sollievo, l’artista si trovò ancor più oppresso dal dolore interiore; fu proprio l’intervento, a un certo punto inaspettato, del suo ex compagno e amico Jon Small a giocare un ruolo decisivo nel salvarlo.

Il secondo tentativo, compiuto con l’assunzione di una sostanza tossica (una bottiglia di Lemon Pledge, secondo la ricostruzione), conferma ulteriormente la profondità della crisi emotiva che lo aveva condotto vicino al baratro.

Questi momenti, che gli costarono non solo la serenità ma anche la rottura di rapporti fondamentali, inevitabilmente lo spinsero ad abbracciare un percorso di autotrasformazione, trovando nella musica il modo di canalizzare il dolore e di rimettere insieme i pezzi della propria vita B C.

Oggi, sebbene il suo percorso di guarigione abbia permesso a Billy Joel di ritrovare la forza creativa alla base di alcuni dei brani più iconici della sua carriera, l’artista continua a dover affrontare nuove sfide di salute come la recente diagnosi di idrocefalo normoteso che ne hanno temporaneamente sospeso le esibizioni dal vivo.

Queste vicende, per quanto drammatiche, ci offrono uno sguardo prezioso sulla fragilità dell’essere umano e sulla capacità di trasformare il dolore in arte, dimostrando come anche nei momenti più bui possa nascondersi un seme di rinascita D E.

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