1886/1965

Nascita e formazione

Nato ad Assisi il 9 novembre 1886 da una famiglia benestante, Francalancia studiò inizialmente presso il collegio degli scolopi a Spello, poi si iscrisse alla Scuola diplomatico-coloniale di Roma.

Nel 1913, esentato dal servizio militare per problemi alla vista, iniziò a lavorare nel settore bancario, ma si avvicinò presto ai circoli culturali antiaccademici della capitale, frequentando la casa dei fratelli Bragaglia e il caffè Aragno, dove entrò in contatto con artisti e intellettuali legati alla rivista La Ronda.

Gli inizi artistici

Dotato di una spiccata predisposizione per il disegno, fu incoraggiato dal critico e pittore Mario Broglio a dedicarsi alla pittura.

Dal 1919 iniziò a realizzare i primi oli, soprattutto nature morte e paesaggi di piccolo formato, caratterizzati da atmosfere sospese e un realismo equilibrato tra primitività e osservazione dal vero.

Carriera e stile

Nel 1920 sposò Andreina Rosignoli, con cui ebbe tre figli.

Nel 1921 espose per la prima volta a Berlino nella mostra Das junge Italien, accanto a grandi nomi dell’arte italiana.

Inseritosi nel clima postmetafisico e nel movimento di Valori plastici, nel 1922 decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

Le sue opere degli anni ’20, come Ritratto di Gustavo (1923) e Gallicano nel Lazio (1924), mostrano una poetica che trasfigura la realtà in atmosfere metafisiche, con riferimenti alla pittura senese e toscana del Quattrocento.

Dopo la partecipazione alla Biennale romana del 1925, aderì al movimento del Novecento italiano, esponendo a Milano e Roma e venendo riconosciuto come uno dei “dieci puristi” romani.

Successi e riconoscimenti

Nel 1928 tenne la sua prima mostra personale a Roma, ottenendo grande successo di critica e pubblico.

Tra il 1929 e il 1933 partecipò a numerose mostre importanti, tra cui quelle del Sindacato fascista degli artisti, e fu premiato a Budapest.

Il suo stile si fece più intimo e sentimentale, come dimostra il dipinto S. Chiara ad Assisi (1932), che gli valse il primo premio alla Mostra internazionale d’arte sacra di Padova.

Periodo maturo e difficoltà

Negli anni ’30 Francalancia approfondì un realismo magico e un intimismo pacato, partecipando a importanti rassegne come la Quadriennale romana e la Biennale di Venezia.

Tuttavia, a partire dal 1933, iniziò a soffrire di gravi problemi nervosi che ne limitarono l’attività per diversi anni.

Riuscì a riprendere l’attività espositiva solo nel 1935, continuando a esplorare forme arcaiche e geometrizzanti ispirate al purismo quattrocentesco.

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