1917/1993 è stato un importante giornalista, critico d’arte, politico e poeta in dialetto romanesco.
Figlio del pittore Francesco Trombadori, crebbe in un ambiente artistico e culturale che influenzò la sua carriera.
Durante la Seconda guerra mondiale fu un attivo partigiano nella Resistenza romana, membro dei Gruppi di Azione Patriottica (GAP) e partecipò alla difesa di Roma contro l’occupazione nazista.
Fu arrestato dai tedeschi nel 1944 e imprigionato nelle carceri di via Tasso e Regina Coeli, riuscendo a salvarsi dalla strage delle Fosse Ardeatine grazie a un ricovero in infermeria.
Per il suo coraggio ricevette la medaglia d’argento al valor militare.
Dopo la guerra, Trombadori fu impegnato nella politica come esponente del Partito Comunista Italiano, ricoprendo ruoli di rilievo come consigliere comunale di Roma (1956-1968) e deputato alla Camera (1968-1979).
Fu anche direttore della rivista culturale Il contemporaneo e collaborò con testate come Rinascita e l’Unità.
Parallelamente coltivò la sua passione per l’arte, lavorando come critico e curatore, e per la poesia dialettale.
Negli anni ’90 si avvicinò al PSI, abbandonando il PCI.
Trombadori è ricordato come una figura chiave della cultura e della politica italiana del dopoguerra, unendo impegno antifascista, attività politica e contributi significativi nel campo dell’arte e della letteratura.

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