è stato un pittore italiano di grande rilievo, noto soprattutto come maestro dell’Informale e figura chiave della Nuova Figurazione.
Nato a Castenaso (Bologna), abbandonò gli studi di giurisprudenza per dedicarsi all’arte, esordendo nel 1951 con una personale a Milano.
Tra il 1956 e il 1962, la sua pittura si caratterizzò per uno stile violento e istintivo nell’ambito dell’Informale.
Negli anni ’60 si trasferì a Roma, dove realizzò il ciclo Il Concilio, opere che suscitarono controversie per la rappresentazione grottesca della Chiesa cattolica, tanto che nel 1964 il patriarca di Venezia proibì ai cattolici di visitare la sua sala alla Biennale.
Successivamente si avvicinò alla Nuova Figurazione con opere come Morte di Federico II di Hohenstaufen e i cicli Galileo Galilei semper… e Pianeta.
Negli anni ’90 si dedicò a cicli di ritratti, in particolare di Greta Garbo, e nel 1997 si trasferì in Toscana, a Siena, dove fondò la Fondazione Sergio Vacchi presso il Castello di Grotti, luogo di esposizioni e attività culturali.
La sua produzione spazia dall’informale materico a una figurazione espressionista fantastica e surreale, con soggetti che includono figure femminili, personaggi storici e letterari, e autoritratti.
Vacchi è stato amico di importanti artisti e intellettuali, tra cui Renato Guttuso, Federico Fellini e Vittorio De Sica, e la sua arte ha influenzato diverse espressioni contemporanee, dal cinema ai fumetti.
In sintesi, Sergio Vacchi è considerato una delle voci più significative dell’arte italiana del Novecento, con una carriera che attraversa molteplici fasi stilistiche e tematiche, sempre caratterizzate da una forte carica espressiva e innovativa.
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