La relazione tra Donald Trump e la Groenlandia è stata caratterizzata da un notevole interesse da parte dell’ex presidente statunitense per l’acquisizione dell’isola, un’idea che ha generato forti reazioni e polemiche a livello internazionale.

Ecco i punti chiave:

  • L’offerta di acquisto: Nel 2019, durante la sua presidenza, Donald Trump ha espresso apertamente l’interesse degli Stati Uniti ad acquistare la Groenlandia dalla Danimarca, di cui l’isola è un territorio autonomo. L’idea non era del tutto nuova, dato che gli USA avevano già considerato l’acquisto in passato (nel 1868 e nel 1946), ma la proposta di Trump è stata percepita come insolita e ha suscitato sorpresa. Le stime sul possibile costo variavano enormemente, da centinaia di miliardi a migliaia di miliardi di dollari.
  • Le motivazioni di Trump: Le ragioni dietro l’interesse di Trump erano principalmente di natura geopolitica e strategica:
  • Sicurezza nazionale: La Groenlandia è strategicamente posizionata nell’Artico, una regione di crescente importanza geopolitica, con basi militari statunitensi già presenti (come la Pituffik Space Base). Trump ha sostenuto che il possesso e il controllo dell’isola fossero una “necessità assoluta” per la sicurezza degli Stati Uniti e la “libertà nel mondo”.
  • Risorse naturali: La Groenlandia è ricca di risorse naturali, inclusi metalli rari e materie prime “critiche” (come quelle usate per microchip e batterie), di cui la Cina detiene gran parte del monopolio. L’acquisizione avrebbe potuto garantire agli USA un maggiore accesso a queste risorse.
  • Rotte commerciali: Con il riscaldamento globale che rende le rotte artiche più navigabili, la Groenlandia assume un’importanza crescente per il controllo delle rotte commerciali e marittime.
  • La risposta di Danimarca e Groenlandia: La reazione da parte del governo danese e delle autorità groenlandesi è stata unanime e ferma nel rifiuto. Il messaggio è stato chiaro: “La Groenlandia non è in vendita”. Il Primo Ministro groenlandese Múte Bourup Egede e altri leader hanno ribadito con forza che il popolo groenlandese ha il diritto di determinare il proprio futuro e che l’isola non appartiene a nessuno che non siano i suoi abitanti. Hanno sottolineato di essere “aperti agli affari, non in vendita”.
  • Il proseguimento dell’interesse: Nonostante il rifiuto iniziale, Trump ha continuato a manifestare il suo interesse per la Groenlandia anche dopo la sua presidenza e, in vista delle elezioni del 2024, ha persino accennato alla possibilità di un’azione militare, anche se questa ipotesi è stata ampiamente considerata remota e ha generato ulteriori condanne. Più recentemente, nel giugno 2025 (ovvero in questo periodo corrente), il Dipartimento della Difesa americano ha riferito che Trump ha dato mandato al Pentagono di inserire la Groenlandia nell’area di responsabilità del Comando settentrionale degli Stati Uniti, togliendola da quella europea, a dimostrazione di un persistente interesse strategico.
    In sintesi, l’approccio di Donald Trump nei confronti della Groenlandia ha evidenziato le sue priorità geopolitiche e l’ambizione di rafforzare la posizione strategica degli Stati Uniti nell’Artico, ma si è scontrato con la ferma volontà della Groenlandia e della Danimarca di mantenere la propria sovranità e autonomia.

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