1925/1991
è stato un artista italiano di grande rilievo nel panorama del secondo dopoguerra, distinguendosi per la sua partecipazione attiva ai principali movimenti artistici dell’epoca e per uno stile in continua evoluzione.
Il percorso artistico e le influenze
Dova si trasferisce a Milano nel 1939 e frequenta l’Accademia di Brera. Il suo percorso artistico è caratterizzato da una costante ricerca e dalla capacità di assimilare diverse correnti, pur mantenendo una forte identità personale.
• Realismo e Informale: Negli anni immediatamente successivi alla guerra, Dova firma il “Manifesto del Realismo (Oltre Guernica)” nel 1946, partecipando al vivace dibattito culturale del periodo. Successivamente, la sua pittura si evolve verso l’Informale, movimento che valorizza l’espressione spontanea e la materia.
• Spazialismo e Nucleare: Gianni Dova è stato una figura chiave anche per lo Spazialismo, firmandone diversi manifesti (come il Quarto Manifesto dell’Arte Spaziale nel 1951 e il Manifesto del Movimento Spaziale per la Televisione nel 1952), e in seguito ha aderito al Movimento Nucleare con artisti come Enrico Baj e Sergio Dangelo.
Queste esperienze lo hanno portato a esplorare l’idea di uno spazio dinamico e a utilizzare tecniche che evocavano esplosioni, movimenti atomici e forze cosmiche.
• Neo-surrealismo e metamorfosi: Negli anni ’50, la sua produzione si avvicina al Surrealismo, con richiami alle opere di Max Ernst. Le sue tele si popolano di creature simboliche e metamorfiche, immerse in atmosfere che richiamano paesaggi incantati o scenari onirici.
La sua ricerca sul colore è raffinata, e le sue opere si distinguono per una “magia cromatica” e un “stupore fantastico”.
Caratteristiche stilistiche
Lo stile di Dova è riconoscibile per:
• Dinamismo e gestualità: Le sue composizioni sono spesso caratterizzate da segni veloci, spirali e forme che suggeriscono movimento ed energia.
• Colori vivaci e contrastanti: Dova era un maestro nell’uso del colore, impiegando palette intense e contrasti vibranti per creare atmosfere suggestive.
• Figure metamorfiche: Molte delle sue opere presentano forme che si trasformano, figure antropomorfe o zoomorfe che emergono da un caos primordiale o si fondono con l’ambiente circostante.
• Apertura spaziale: In linea con i principi dello Spazialismo, Dova cerca di superare la bidimensionalità della tela, creando un senso di profondità e di interazione con lo spazio.
Opere e riconoscimenti
Tra le sue opere più note si possono citare: “Composizione nucleare” (1951), “Spazialità” (1951), “Bocca” (1954), “Paesaggio” (1956), “Totem” (1956) e “Scultura all’aria aperta” (1965).
Le sue opere sono presenti in importanti musei e collezioni, come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e il Museo del Novecento di Milano.
Dova ha partecipato a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui la Biennale di Venezia (dove ebbe una sala personale nel 1962).
Mostre recenti
Attualmente (o in tempi recenti), è stata dedicata a Gianni Dova la mostra antologica “Gianni Dova.
Vita reale e magia cromatica” presso Tornabuoni Arte a Milano, in collaborazione con l’Archivio Dova.
Questa esposizione ripercorre l’intera carriera dell’artista, sottolineando il suo contributo ai maggiori movimenti artistici del dopoguerra.
Gianni Dova rimane una figura affascinante e complessa, la cui arte continua a suscitare interesse per la sua energia espressiva e la sua capacità di esplorare le infinite possibilità della forma e del colore.

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