Riepilogo completo del confronto in corso sulla movida all’Umbertino a Bari, con particolare attenzione alla rabbia dei residenti :
Che cosa sta succedendo
20 residenti del quartiere abitanti, proprietari, famiglie con bambini e persone con disabilità hanno chiesto un risarcimento individuale di 49.990 €, attraverso una negoziazione assistita (conciliazione giudiziaria per danni sotto i 50 mila euro) rivolgendosi al Comune e al sindaco Vito Leccese .
I danni denunciati riguardano
Patrimoniali : deprezzamento immobiliare causato dalla “mala movida”;
Biologici e psicologici : disturbi del sonno, crisi d’ansia, danno alla salute di persone fragili .
Protestano per schiamazzi fino alle 4–5 del mattino, traffico caotico, strade invase da bottiglie e tavolini, con gravi ripercussioni su lavoro, studio, mobilità e sicurezza.
Allarme per i più vulnerabili
disabili proprie difficoltà di movimento, rischi di crisi di panico, e violazione del diritto al riposo e alla salute garantito dalla Costituzione.
L’avvocato Mauro Gargano (comitato Umbertino) sottolinea la consolidata giurisprudenza sulla responsabilità degli enti locali per danni provocati dalla movida incontrollata.
Il parere dei residenti e Le iniziative in corso
È previsto un ultimo confronto tra sindaco, residenti, esercenti e associazioni giovanili, dove il Comune presenterà i dettagli della nuova ordinanza sulla movida.
Il primo cittadino mira a non tornare a rigide restrizioni, ma ad adottare il codice di autoregolamentazione proposto dai locali: introduzione permanente di “street controllers” e “ambasciatori del rumore”; maggiori controlli sull’asporto e vendita di alcol dopo mezzanotte.
Tuttavia, sulla scorta del report del comitato, si denuncia che i controlli sono inefficaci e spesso centrati solo sul lungomare mentre le criticità restano nelle aree più affollate.
Lo scenario
Se il Comune accetta la negoziazione, si avvieranno incontri formali entro 30 giorni dalla notifica (scadenza prevista tra fine giugno e fine luglio) .
Se rifiuta, i residenti potranno portare la causa in tribunale, con il Comune in posizione sfavorevole (anche sul piano civile e sanzionatorio) .
In sintesi
I residenti chiedono quasi 1 milione di euro (20 × 49.990€).
Denunciano un grave impatto sulla salute, il riposo e la vita quotidiana.
Il Comune ha scelto un approccio più soft rispetto a precedenti ordinanze : punta sull’autoregolamentazione e il coinvolgimento attivo delle parti.
Il confronto finale con esercenti e giovani sarà decisivo : si attendono soluzioni condivise o se no lo scontro legale.

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