John Woeltz, 37 anni, è un investitore di criptovalute originario del Kentucky arrestato a New York con l’accusa di aver rapito, torturato e tenuto prigioniero per circa due settimane un uomo italiano di 28 anni, con l’obiettivo di estorcergli la password per accedere ai suoi bitcoin.
Il caso è avvenuto in un appartamento di lusso a Soho, Manhattan, dove Woeltz avrebbe usato metodi brutali come elettroshock ai piedi, percosse con una pistola, minacce di morte alla vittima e alla sua famiglia, e coercizione con narcotici per ottenere le credenziali di accesso alle criptovalute.
La vittima è riuscita a fuggire ferita e senza scarpe, chiedendo aiuto alla polizia, che ha arrestato Woeltz lo stesso giorno.
Woeltz è stato incriminato per rapimento, aggressione, sequestro di persona e possesso criminale di arma da fuoco.
È considerato un rischio di fuga, avendo a disposizione un jet privato e un elicottero.
Nel corso dell’indagine è stato arrestato anche un secondo sospetto, William Duplessie, ritenuto complice nel sequestro e con legami con Lugano, Svizzera.
Il movente del crimine è collegato a una disputa sulle criptovalute e al tentativo di Woeltz di ottenere l’accesso ai bitcoin della vittima.
La vicenda ha attirato molta attenzione per la sua brutalità e per il contesto di alto valore delle criptovalute coinvolte.
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