Piero Villani


La mia amicizia con Enzo Fratti-Longo

E’ nata nel 2005, e da allora è stata una delle relazioni più significative della mia vita artistica e personale.

Ricordo ancora il primo incontro, un momento di immediata sintonia intellettuale.

Enzo, con la sua profonda conoscenza della sociologia e della critica d’arte, ha subito mostrato un interesse autentico per il mio lavoro di artista astrattista.

Nel corso degli anni, ho avuto il privilegio di sentire Enzo parlare di me durante diverse conferenze in Italia.

Ricordo con particolare emozione quando, in quei suoi interventi, ha inserito il mio nome come esempio di artista che lavora ai margini del mercato ufficiale, portando avanti una ricerca estetica autentica e fuori dagli schemi convenzionali.

Le sue parole hanno dato voce a un dialogo che spesso rimane invisibile, mettendo in luce il valore delle poetiche marginali in un contesto culturale sempre più globalizzato.

Questa amicizia si è sviluppata in un clima di grande rispetto e stima reciproca.

Enzo ha sempre saputo cogliere la profondità e la complessità del mio lavoro, e io ho trovato in lui un interlocutore prezioso, capace di leggere oltre la superficie delle immagini e dei colori.

La sua scrittura, che unisce rigore accademico e sensibilità letteraria, ha arricchito il mio modo di vedere e interpretare l’arte.

Avere Enzo come amico e critico è stato un dono che ha alimentato la mia crescita artistica.

La sua capacità di inserire il mio lavoro in un discorso più ampio, fatto di trasformazioni culturali e riflessioni sulla contemporaneità, mi ha spinto a esplorare nuove direzioni e a consolidare la mia identità artistica.

In sintesi, la nostra amicizia è stata un percorso condiviso di scoperte e di confronto, un legame che continua a ispirarmi e a sostenere il mio impegno creativo.

https://pierovillani.com/2025/05/29/enzo-fratti-longo/

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