Piero Villani


Mar della Cina

si divide principalmente in due grandi aree:

Mar Cinese Orientale

È una porzione dell’Oceano Pacifico che bagna la parte centrale della costa cinese.

Confina a est con l’isola giapponese di Kyūshū e l’arcipelago delle isole Ryūkyū, a sud con Taiwan e lo stretto di Formosa, a ovest con la Cina e a nord con il Mar Giallo.

Ha una superficie di circa 1.249.000 km² e una profondità massima di 2720 metri.

I principali paesi che si affacciano su questo mare sono Cina, Corea del Sud, Giappone e Taiwan.

Il fiume più importante che vi sfocia è il Fiume Azzurro (Yangtze).

È soggetto all’azione dei monsoni, con frequenti tifoni da luglio a ottobre .

Mar Cinese Meridionale

Si trova a sud del Mar Cinese Orientale, tra le coste della Cina meridionale, Taiwan, Vietnam, Filippine, Malesia, Singapore, Indonesia e Brunei.

Ha una superficie di circa 3.500.000 km², risultando una delle più grandi porzioni di mare al mondo.

È un’area strategica per il commercio globale, in quanto da qui passa gran parte del traffico marittimo verso l’Oceano Indiano tramite lo Stretto di Malacca.

Ricco di risorse naturali, tra cui grandi giacimenti di petrolio (circa 10 miliardi di barili) e gas naturale (circa 25mila miliardi di metri cubi), oltre a risorse ittiche.

È teatro di tensioni geopolitiche per le rivendicazioni territoriali di Cina, Filippine, Vietnam, Brunei, Malesia e Taiwan, soprattutto a causa delle “nove linee” di rivendicazione cinese, contestate da altri paesi e dal Tribunale Permanente di Arbitrato dell’Aja.

La Cina ha costruito isolotti artificiali per rafforzare il proprio controllo, suscitando reazioni da parte degli Stati Uniti e degli altri paesi rivieraschi .

In sintesi, il termine “Mar della Cina” può riferirsi a due mari distinti ma contigui: il Mar Cinese Orientale, più a nord e vicino alla Cina centrale, e il Mar Cinese Meridionale, più grande, ricco di risorse e di grande importanza strategica e geopolitica.

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