Piero Villani


Marmo di Trani

più correttamente chiamato Pietra di Trani, è una roccia carbonatica estratta in Puglia, nelle cave situate nella zona murgiana attorno alla città di Trani.

È principalmente composta da carbonato di calcio (CaCO3) dolomitizzato con cristalli romboedrici e inclusioni fossili, che le conferiscono una texture compatta e resistente.

Questa pietra si distingue per le sue tonalità chiare che variano dal bianco avorio, al beige fino al rosa chiaro, ed è caratterizzata da differenti varianti tra cui:

Biancone

tonalità molto chiara quasi bianca

Serpeggiante

con venature sinuose

Bronzetto

beige chiaro con poche venature

Filetto Rosso

con venature rosso-arancio marcate.

Il Marmo di Trani è da secoli apprezzato per la sua durevolezza, resistenza agli agenti atmosferici e al gelo, e per la sua estetica elegante e luminosa, caratteristiche che lo rendono ideale per costruzioni sia storiche che moderne.

Tra le opere di rilievo realizzate con questa pietra spicca la celebre Cattedrale di Trani, ma è stato impiegato anche in monumenti pubblici nazionali come il monumento ai Caduti di Cesare Bazzani a Forlì e la Casa del Fascio a Como.

Le sue applicazioni spaziano dall’edilizia (pavimenti, rivestimenti interni ed esterni, scale, battiscopa) all’arredo urbano e alle opere d’arte e scultoree, grazie anche a diverse finiture quali lucida, bocciardata, spazzolata o anticate.

Negli ultimi anni è stata valorizzata anche la cosiddetta Scorza di Trani, pietra grezza a spacco montata a mosaico per pavimentazioni esterne dallo stile rustico.

In sintesi, il Marmo di Trani è una pietra naturale, durevole e versatile, simbolo del patrimonio lapideo pugliese, apprezzata anche a livello internazionale per la qualità e la varietà delle sue tipologie e finiture.

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