è uno dei porti marittimi più importanti della Puglia, con origini antiche e un ruolo centrale nello sviluppo storico, economico e culturale della città. La sua posizione sul mare Adriatico ha favorito fin dall’epoca romana una forte vocazione commerciale e peschereccia, facendo di Molfetta un punto di riferimento per i traffici marittimi con le Repubbliche marinare, la Grecia e la Dalmazia, nonché per i movimenti legati alle crociate in Terra Santa.
La costruzione del porto moderno iniziò nel 1844 su progetto di Francesco Sponsilli, con l’appoggio del re Ferdinando II, che pose la prima pietra; i lavori si conclusero nel 1846. Fu progettato per proteggere le imbarcazioni dalla Tramontana e dal vento Greco-Levante attraverso la realizzazione dei moli di San Corrado e San Michele, un faro e successivamente il molo foraneo, ampliato nel 1882 per far fronte all’aumento degli scambi commerciali. Nel 1890 fu costruito il molo Pennello, mentre a metà Novecento fu realizzata la diga Salvucci tra Cala San Giacomo e il Santuario della Madonna dei Martiri.
Il porto, oggi protetto da un lungo molo di sopraflutto banchinato e dal molo Pennello (molo di sottoflutto), è ancora molto attivo, soprattutto nel settore della pesca e dei cantieri navali, oltre ad avere una parte dedicata alla nautica da diporto con oltre 300 posti barca.
Sul porto si affaccia il centro storico che si sviluppa su una penisola, con il caratteristico borgo antico di pianta ellittica e numerosi monumenti come il Duomo vecchio di San Corrado, esempio significativo di arte romanica con le sue cupole piramidali. Questo contesto evidenzia come il porto sia sempre stato il fulcro vitale attorno a cui si è sviluppata la città.
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