Uno studio recente guidato dall’University College London (uscito il 27 luglio 2025) ha confermato proprio che in media servono circa 3,5 anni dal primo avvistamento dei sintomi a una diagnosi di demenza, e circa 4,1 anni per i casi di demenza ad esordio precoce, tipo Alzheimer in persone più giovani .
Ecco una panoramica utile
Dettagli chiave
3,5 anni è il tempo medio globale tra esordio dei sintomi e diagnosi di demenza. 4,1 anni è invece il tempo medio per demenza insorta prima dei 65 anni (early-onset) .
Questo dato è significativo perché conferma quanto riportato da ANSA: “Servono 3,5‑4,1 anni per diagnosi Alzheimer da comparsa sintomi” .
Perché è così lungo?
Sintomi iniziali spesso ignorati o scambiati per invecchiamento normale. Stigma e scarsa consapevolezza su demenza e Alzheimer. Accesso limitato a specialisti e ritardi nei percorsi di valutazione clinica, in particolare per le persone più giovani .
Altri dati rilevanti
In una meta-analisi con oltre 30.000 pazienti, i dati sostengono la media di 3,5 → 4,1 anni come intervallo tra esordio e diagnosi. Studi specifici su Alzheimer ad insorgenza precoce indicano tempi ancora più lunghi in media: circa 5,5 anni con forte variabilità (deviazione standard ~2,8 anni) . Per la demenza in generale, altre fonti stimano tempi da 2,8 a 4,4 anni, in base all’età e al tipo di demenza.
In sintesi
Il periodo indicato da ANSA è confermato da evidenze scientifiche aggiornate al 2025. Riferito a demenza in generale, ma con valori leggermente più alti per Alzheimer in età precoce. Conferma l’urgenza di diagnosi precoce, nuovi strumenti diagnostici (come test del sangue o imaging avanzato) e il miglioramento dei percorsi sanitari per ridurre questi ritardi.

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