Il Nouveau Realisme è un movimento artistico nato in Francia intorno al 1960, che si distingue per l’integrazione diretta del reale nell’arte. Il termine fu coniato dal critico d’arte Pierre Restany, che nel 1960 redasse il manifesto fondatore insieme a un gruppo di artisti tra cui Yves Klein, Arman, Jean Tinguely, Daniel Spoerri, Raymond Hains, Jacques Villeglé e César.
Contesto
Nel secondo dopoguerra, mentre l’Espressionismo Astratto domina la scena americana, in Europa alcuni artisti cercano un linguaggio alternativo. Il Nouveau Réalisme nasce come reazione alla società dei consumi, alla produzione industriale e all’accumulo di oggetti nella vita quotidiana. Il movimento si caratterizza per una vena critica, giocosa e spesso spettacolare.
Principi fondamentali
Appropriazione del reale: gli artisti utilizzano oggetti trovati, rifiuti, manifesti strappati, rottami, macchinari. Gesti diretti: compressione, accumulo, distruzione, assemblaggio. Rifiuto dell’arte tradizionale: abbandono del quadro classico, superamento della pittura da cavalletto. Fusione arte/vita: l’artista diventa un “nuovo realista”, cioè un testimone attivo del proprio tempo.
Artisti e pratiche
Yves Klein: famoso per i suoi monocromi blu e le “Antropometrie” (impronte di corpi femminili sulla tela). Arman: accumulazioni di oggetti di uso quotidiano, spesso inglobati nella resina o tagliati a fette. César: compressioni di automobili, espansioni di schiuma poliuretanica. Jean Tinguely: macchine in movimento, spesso autodistruttive o ironiche. Daniel Spoerri: “quadri trappola” fatti con resti di pasti fissati su piani verticali. Villeglé e Hains: manipolano manifesti strappati dai muri delle città, creando collage urbani.
Eredità
Il Nouveau Réalisme è considerato il corrispettivo europeo della Pop Art americana, ma con un atteggiamento più critico e meno celebrativo verso la cultura di massa. Ha avuto un impatto duraturo sull’arte contemporanea, ampliando i confini dell’opera d’arte e rivalutando materiali considerati “poveri” o “banali”.

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