1920/1986 è stato un banchiere italiano e criminale condannato, noto per essere stato un personaggio potente e controverso con legami che attraversavano il mondo della finanza, della politica, del Vaticano e della mafia. Nato a Patti, in Sicilia, si laureò in giurisprudenza all’Università di Messina. Negli anni ’60 e ’70 divenne un finanziare influente, controllando la Banca Privata Finanziaria e ampliando le sue operazioni bancarie a livello internazionale.
Sindona aveva stretti rapporti con l’Istituto per le Opere di Religione (IOR) del Vaticano, la loggia massonica segreta P2 e diverse famiglie mafiose, tra cui Cosa Nostra e la famiglia Gambino negli Stati Uniti. È diventato famoso per bancarotte fraudolente, come il crac della Franklin National Bank, ed è stato coinvolto in scandali finanziari come quello del Banco Ambrosiano.
È stato anche collegato a Roberto Calvi ed è stato condannato come il mandante dell’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, che stava indagando sulle sue attività illecite. Nel 1986, poco dopo essere stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Ambrosoli, Sindona morì per avvelenamento da cianuro in carcere, in circostanze misteriose considerato un suicidio. La sua vita e la sua morte sono simboli delle complesse e oscure connessioni tra finanza, criminalità e politica in Italia in quegli anni .
sindona@

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