Piero Villani


Demenza frontotemporale

Un farmaco comunemente usato per ridurre il colesterolo chiamato bezafibrato potrebbe essere utile nel trattamento della demenza frontotemporale, una forma grave di malattia neurodegenerativa.

Questo è emerso da uno studio coordinato da ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia e della Sapienza Università di Roma, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Alzheimer’s & Dementia .

Inoltre, un altro farmaco anti-colesterolo, l’ezetimibe, ha mostrato un potenziale notevole nel ridurre il rischio di morbo di Alzheimer e altre forme di demenza.

Uno studio dell’University of Arkansas ha rilevato che i pazienti che assumono ezetimibe hanno un’incidenza molto più bassa di demenza e che questo farmaco, approvato dalla FDA, potrebbe rallentare o prevenire il declino cognitivo in persone ad alto rischio.

I risultati sono stati pubblicati su Aging Biology .

Infine, ridurre i livelli di colesterolo LDL (“cattivo”) nel sangue sembra essere associato a un rischio minore di demenza, inclusa la forma di Alzheimer.

L’uso di statine che abbassano il colesterolo è stato associato a una riduzione del rischio di demenza e di Alzheimer in alcune persone, anche se livelli estremamente bassi di colesterolo LDL non sembrano ridurre ulteriormente il rischio.

Questi dati sono supportati da studi pubblicati nel 2025 .

Quindi, ci sono evidenze scientifiche promettenti che alcuni farmaci anticolesterolo possano offrire una speranza contro la demenza, sia come prevenzione che come trattamento, anche se la ricerca è ancora in corso e necessità ulteriori conferme cliniche.

Ogni terapia deve essere valutata con il medico in base alla situazione specifica del paziente .

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