Indica una pratica di favoritismo clientelare basata su rapporti di amicizia o conoscenza personale, tipica di persone che occupano posizioni di potere o prestigio.
Si tratta di un sistema chiuso di relazioni in cui si favoriscono amici, sostenitori e “amichetti” spesso a discapito del merito, con una forte complicità reciproca e un interesse prevalente nel mantenere il potere all’interno del gruppo.
L’amichettismo si manifesta soprattutto in ambito politico, mediatico e culturale, ed è considerato una forma di nepotismo o clientelismo che trascende i confini politici e sociali, presente trasversalmente in vari ambienti.
Il termine è stato coniato dallo scrittore e giornalista Fulvio Abbate nel 2021 ed è entrato in uso più ampio dopo essere stato utilizzato in contesti di cronaca e polemiche politiche, in particolare riguardo a nomine, promozioni e gestioni di risorse in ambienti chiusi.
In sintesi, l’amichettismo è la strenua difesa e valorizzazione degli amici “a prescindere” da qualsiasi contesto o merito, spesso accompagnata da una solidarietà chiusa e ricattatoria, con caratteristiche di conformismo e negazione della libertà individuale.
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