Piero Villani


Neurodivergenza

Indica il funzionamento del cervello di una persona che elabora, apprende e si comporta in modo diverso rispetto a quello considerato “tipico” o standard. Non è una malattia, ma una differenza naturale nel modo in cui il cervello opera, con modalità di pensiero, percezione e interazione che si discostano dalla norma accettata. Questo concetto si basa sull’idea di neurodiversità, ovvero che tali differenze neurologiche siano varianti naturali e non anomalie da curare.

Il termine include condizioni come l’autismo, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), la sindrome di Tourette e altre forme di sviluppo neurologico atipico. La neurodivergenza porta spesso a modi unici di percepire e interagire con il mondo; può comportare vantaggi, ma anche difficoltà soprattutto in ambienti non adattivi o inclusivi.

Il focus moderno non è quello di “normalizzare” le persone neurodivergenti, bensì di adattare l’ambiente affinché supporti le diverse modalità di funzionamento cerebrale, valorizzando la diversità cognitiva come parte della condizione umana .

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