I colori che raccontano la Puglia nei quadri di Cataldo Mastrorilli

Campi estesi e verdeggianti, delimitati da rigorosi muretti a secco, sono l’onore e vanto di quella Puglia antica e feconda che solo i nostri avi, ancora estranei all’onta del progresso, sapevano popolare. Terreni talvolta arsi dalla calura estiva, talaltra prodighi di fiori, frutti rigogliosi e ulivi baciati dal sole; gruppetti di anziani ciarlieri, massaie in posa contemplativa sui balconi adornati di piante, galletti che si abbeverano su distese giallo ocra e barchette allineate su un mare quieto.

Queste restano le istantanee più belle delle opere del pittore ruvese Cataldo Mastrorilli, recentemente scomparso.

Nato nel 1949, Mastrorilli fin dalla giovinezza mostra una spiccata creatività. Frequenta mostre e gallerie d’arte e, nel 1965, rimane affascinato dalla retrospettiva dedicata al maestro compaesano Domenico Cantatore. Dopo un breve periodo a Milano, attratto dal gusto innovativo dei primi anni ’70, torna in Puglia e si iscrive ai corsi di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, sotto la guida del professor Amerigo Tot, abilitandosi successivamente all’insegnamento di discipline plastiche.

Realizza un programma figurativo ambizioso, arricchito da numerosi premi e prestigiosi riconoscimenti a livello locale e nazionale. Le sue vibranti pennellate sulla tela rendono omaggio alla tradizione contadina, inneggiando alla semplicità, alla bellezza delle piccole cose e all’armonioso rapporto tra uomo e natura, tema celebrato nell’arte e nella letteratura di tutti i tempi.

Non solo lo splendore del creato: Mastrorilli nelle sue creazioni esalta la Ruvo delle origini, dominata dall’imperitura Cattedrale, accompagnata da qualche comignolo che sporge dai tetti delle case, e dai colori lucenti del bucato esposto alle finestrelle.

La sua tavolozza è una scala cromatica di grande pregio, che alterna tonalità vivide, tipiche delle nature morte, a contorni più sfumati, in una flebile ricerca di equilibri geometrici e razionali. Sebbene la sua produzione artistica mostri un progressivo avvicinamento, con spirito avanguardistico, alle mode del momento, rimane fermamente ancorato alla sua Ruvo.

Questa fedeltà è ispirata all’“ideale dell’ostrica” teorizzato dallo scrittore Giovanni Verga, padre del verismo italiano, che sottolinea l’importanza per ogni essere umano del legame con la famiglia, il folklore e i ritmi ancestrali del lavoro, per evitare che il logorio della vita moderna lo distrugga.

E con la levità dei papaveri solleticati dal vento, vogliamo ricordare Cataldo Mastrorilli così: con una tavolozza tra le mani e l’anima che si libra leggiadra nel cielo.


Lascia un commento

I'm Emily

Welcome to Nook, my cozy corner of the internet dedicated to all things homemade and delightful. Here, I invite you to join me on a journey of creativity, craftsmanship, and all things handmade with a touch of love. Let's get crafty!

Let's connect