Piero Villani


Maria Helena Vieira da Silva

Lisbona, 1908 – Parigi, 1992

E’ stata una pittrice portoghese

naturalizzata francese nel 1956, considerata una delle figure più importanti dell’espressionismo astratto europeo, noto come Art Informel.

La sua arte è caratterizzata da interni complessi e vedute urbane che esplorano lo spazio e la prospettiva attraverso linee intricate.

Nelle sue opere mescolava forma, colore e prospettiva per rappresentare l’ambivalenza tra reale e immaginario, spesso utilizzando ambienti astratti e illusioni ottiche.

Formata nella tradizione portoghese

ma profondamente influenzata anche dall’arte italiana, Vieira da Silva fu attratta dalle avanguardie del primo Novecento come cubismo e futurismo, e da artisti come Picasso, Matisse e Cézanne.

Un viaggio fondamentale in Italia nel 1928, con visite a città ricche di storia artistica come Milano, Venezia, Firenze e Pisa, le permise di studiare da vicino affreschi e opere del Trecento e Quattrocento, specialmente l’uso innovativo della prospettiva di Paolo Uccello che influenzò profondamente il suo approccio alla profondità e composizione.

Dal 1940 al 1947 visse in Brasile

per sfuggire alla guerra, mostrando le sue opere in città come Rio de Janeiro e New York. Tornata a Parigi, espose in prestigiose sedi internazionali e ricevette importanti riconoscimenti, tra cui il Grand Prix National des Arts a Parigi nel 1966.

Nel 2025, la sua opera è stata riscoperta in Italia con una mostra dedicata presso la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia intitolata “Anatomia di uno spazio” che ha messo in luce il suo lavoro sull’anatomia dello spazio come dimensione interiore ed esteriore.

La sua arte rimane una tessitura paziente e complessa, fatta di labirinti, prospettive multiple e un equilibrio fra ordine e caos, che continua ad affascinare musei e collezionisti in tutto il mondo .

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