La Russia ha intensificato enormemente l’uso e la produzione di droni d’attacco nel 2025, concentrandosi in particolare su modelli ispirati ai droni iraniani Shahed.
Quest’anno ha inviato oltre 34.000 droni e esche di attacco verso l’Ucraina, un numero quasi nove volte superiore rispetto al 2024 . L’obiettivo strategico di Mosca è quello di usare questi droni in massa, anche in attacchi con migliaia di unità simultanee, per saturare le difese ucraine e colpire infrastrutture critiche come impianti energetici e siti produttivi .
La produzione è stata fortemente potenziata a livello nazionale, con stabilimenti importanti come quello nella zona economica speciale di Alabuga che assemblano droni Shahed con componenti in gran parte prodotti in Russia. Putin ha dichiarato la produzione di droni una priorità strategica, coinvolgendo governi regionali, industrie locali e anche studenti per sostenere quest’espansione [1][4] Si stima che la Russia possa al momento fabbricare circa 30.000 droni d’attacco all’anno, con previsioni di raddoppio entro il 2026 .
In termini tattici, Mosca impiega i droni in sciami per confondere le difese aeree, utilizzando anche droni-esca fatti di materiali poco costosi come schiuma e compensato, a volte armati, per mascherare gli attacchi principali. Le traiettorie dei droni sono studiate per evitare le zone coperte dalle difese ucraine, preferendo passaggi attraverso fiumi e foreste e sfruttando la presenza urbana per ridurre efficacia degli intercetti [1] Inoltre, la Russia ha sviluppato nuovi modelli con sistemi di guida migliorati, resistenza alle interferenze elettroniche, e forme di guerra elettronica per proteggere i droni durante il volo, come nei casi dei più avanzati droni a reazione jet .
Oltre al conflitto in Ucraina, i droni russi hanno violato diverse volte lo spazio aereo della NATO, in particolare quello di Polonia e Romania, aumentando le preoccupazioni sulla capacità dell’alleanza di difendersi da questa minaccia crescente .
In sintesi, il “gioco dei droni” in Russia nel 2025 è caratterizzato da una produzione massiccia e tecnologicamente avanzata con l’obiettivo di condurre una guerra di attrito per saturare le difese e infliggere danni continui attraverso attacchi di massa, cambiando profondamente la natura del conflitto in Ucraina e la sicurezza europea .
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