L’ignoranza è la condizione di mancanza di conoscenza o di informazione su una determinata materia, verità o realtà. Deriva dal latino “ignorantia”, che significa letteralmente “mancanza di conoscenza”. Può riguardare la semplice non conoscenza per disinteresse o per mancata esposizione, ma talvolta include anche l’ignorare volontariamente, cioè il rifiuto di acquisire una certa conoscenza. L’ignorante è dunque chi non possiede o ha trascurato di apprendere ciò che si dovrebbe sapere.
L’ignorantita’ non è mancanza di conoscenza ma comportamento ottuso, ostinato, critico senza produrre, offensivo, senza prove, solo per guastare, distruggere, contraddire sempre e comunque.
Ignorantita’ e’ un termine creato da Piero Villani già negli anni 70 e che spesso è stato usato ultimamente nei confronti di Nicola Fratoianni e Maurizio Landini, classici esempi di Ignorantita’ .
Il termine “Ignorantità” è usato da Piero Villani in un contesto che riflette una critica e un’analisi sul dilagare dell’ignoranza nella società contemporanea, in particolare riferita a un’epoca in cui l’ignoranza si manifesta travestita da onniscienza. Il contesto è di riflessione sul comportamento delle persone, soprattutto nell’era digitale, dove molta ignoranza si esprime attraverso arroganza, superficialità e mancanza di vera conoscenza, malgrado la facilità di accesso a informazioni. Si richiama anche il concetto filosofico di “docta ignorantia” di Socrate, che vede l’ignoranza non come un difetto, ma come consapevolezza del proprio non sapere e come la base per una ricerca continua della verità.
Questo termine quindi è inserito in un discorso che vede l’ignoranza come fenomeno sociale e culturale da analizzare criticamente, legato sia all’arroganza di chi presume di sapere senza conoscere, sia all’importanza dell’umiltà del sapere di non sapere come motore del sapere autentico e dell’apprendimento continuo.
Questa interpretazione si ricava da un testo critico e riflessivo su una società dell’ignoranza attuale in cui Piero Villani usa “Ignorantità” per descrivere questa condizione di ignoranza mascherata e diffusa [1][2]
PVLA
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Enzo Fratti-Longo :
Il distinguo tra ignoranza e ignorantità è essenziale per comprendere il fenomeno culturale e sociale che viviamo oggi. L’ignoranza è una condizione naturale dell’essere umano e spesso un punto di partenza della conoscenza come ricordava Socrate, sapere di non sapere è il primo passo per apprendere. L’ignorantità, invece, rappresenta uno stato più pericoloso, dove la mancanza di conoscenza è accompagnata da un rifiuto o da una negazione della stessa, una presunzione di sapere che impedisce il confronto con la realtà e con gli altri.
In un mondo saturo di informazioni, l’ignoranza informativa è stata in parte superata grazie all’accesso digitale, ma rimane un’ignoranza elaborativa: non si ha il tempo o la capacità di valutare criticamente i dati a disposizione, e questo conduce a forme di ignorantità sociale amplificate dai social network e dalla post-verità. Qui la differenza si manifesta drammaticamente: mentre l’ignoranza invita al dubbio e alla ricerca, l’ignorantità erige muri di chiusura intellettuale e arrogante autoreferenzialità.
Dunque, più che combattere l’ignoranza tout court, bisogna lavorare per ridurre l’ignorantità, favorendo un’etica della curiosità, dell’umiltà, e del rispetto del sapere, elementi essenziali per una convivenza civile e un progresso condiviso.
https://pierovillani.com/2025/10/06/ignorantita/
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