Raymond Queneau


Lo scrittore matematico del surrealismo e dell’Oulipo

Raymond Queneau (Le Havre, 21 febbraio 1903 – Parigi, 25 ottobre 1976) è una figura chiave della letteratura francese del XX secolo, noto come scrittore, poeta, drammaturgo e cofondatore del gruppo letterario OuLiPo, un laboratorio di letteratura potenziale che fonde matematica e creatività. La sua opera è caratterizzata da un gioco tra linguaggio, numeri e strutture, attraversata da umorismo e un profondo senso della realtà sociale e filosofica.

Gioventù e formazione eclettica

Nato da una famiglia di merciai, Queneau cresce a Le Havre con una passione precoce per la musica (studiando pianoforte e solfeggio) e attirato da molteplici interessi, dalla matematica al cinema fino all’archeologia e alla psicoanalisi. Frequenta il liceo dimostrando eccellenza negli studi classici e filosofici, ma coltiva allo stesso tempo una capacità di osservazione dettagliata, conservando diari, liste e mappe che accompagneranno la sua penna per tutta la vita.

Dall’adesione al surrealismo alla formazione di una voce autonoma

Arrivato a Parigi per studiare alla Sorbona nel 1920, Queneau entra in contatto con il gruppo surrealista di Breton, Aragon e Soupault e si abbonna alla loro rivista Littérature. Tuttavia, la sua adesione si interrompe nel 1925, quando inizia il servizio militare. Rientrato nella vita civile, si distacca progressivamente dalle correnti surrealiste, sviluppando un proprio stile che combina la dimensione ludica e matematica con una profonda riflessione filosofica e linguistica.

Un’opera ricca di sperimentazioni e collaborazioni

Dal primo romanzo Le Chiendent (1933), accolto con critiche interessate, Queneau costruisce una carriera variegata, spaziando tra narrativa, poesia (come Chêne et chien), teatro, sceneggiature, testi di canzoni e balletti. Figura centrale presso l’editore Gallimard, è coinvolto nelle attività letterarie e culturali più intense della sua epoca, frequentando tra gli altri Prévert, Desnos, Man Ray, Bataille e Vian, e tenendo una rubrica critica quotidiana.

OuLiPo e l’esperimento matematico in letteratura

Nel 1960 fonda con François Le Lionnais il movimento OuLiPo, che sperimenta nuove strutture letterarie basate su regole matematiche e combinatorie, anticipando forme di scrittura potenziale e automatica. Tra le sue opere più rappresentative di questo approccio ci sono Esercizi di stile e Cent mille milliards de poèmes, testi che insegnano come la letteratura possa essere al contempo rigorosa e giocosa.

L’eredità culturale

Queneau lascia un segno profondo nella letteratura contemporanea, da Italo Calvino che ne cura traduzioni e scrive prefazioni, fino alla sua influenza sulla nouvelle vague cinematografica con Zazie nel metró (1959), divenuto un film cult. La sua capacità di trasformare anche dettagli apparentemente banali in materiale creativo genera un laboratorio continuo di innovazione stilistica.

Nel 1976 muore a Parigi, ma il suo lavoro continua a essere fonte d’ispirazione per scrittori, artisti e studiosi, testimoniando l’incontro tra rigore intellettuale, sperimentazione linguistica e vivacità poetica.


In questo ritratto è possibile cogliere il crocevia di culture, linguaggi e passioni che hanno animato Raymond Queneau, una voce sempre viva nel panorama della letteratura sperimentale del Novecento europeo.


Fonti :
[1] Raymond Queneau https://it.wikipedia.org/wiki/Raymond_Queneau
[2] il concetto di fine negli universi seriali https://core.ac.uk/download/pdf/17332888.pdf

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