1979/2023
è stato un poeta e attivista palestinese nato a Shuja’iyya, un quartiere di Gaza. La sua vita e la sua opera sono state profondamente influenzate dall’occupazione israeliana di Gaza, che ha condizionato ogni sua decisione e azione. Laureatosi in letteratura inglese presso l’Università Islamica di Gaza nel 2001, ha completato master e dottorato in Letteratura inglese, con una tesi su John Donne, consolidando una carriera accademica come professore di letteratura mondiale e scrittura creativa all’Università Islamica di Gaza.
Impegno letterario e attivismo
Alareer ha co-fondato We Are Not Numbers, un’organizzazione che connette scrittori di Gaza con autori internazionali per promuovere la narrazione come forma di resistenza palestinese. Ha curato importanti raccolte di racconti palestinesi, come Gaza Writes Back (2014) e Gaza Unsilenced (2015), con l’intento di lasciare testimonianze preziose per le future generazioni. Critico verso Israele, sia in aula sia online, ha espresso posizioni coraggiose e controverse, difendendo il diritto alla resistenza palestinese e denunciando le menzogne utilizzate per giustificare le violenze contro Gaza.
Il dramma personale nella guerra
Il 6 dicembre 2023, durante l’invasione israeliana della Striscia di Gaza, Alareer fu ucciso in un attacco aereo insieme a suo fratello, sua sorella e tre dei suoi sei figli. Prima aveva ricevuto minacce di morte dirette e dettagliate online e per telefono da account israeliani, che lo costrinsero a spostarsi più volte con la famiglia. Il suo omicidio è stato denunciato come un atto mirato da Euro-Med Monitor, che ha qualificato l’attacco come un bombardamento chirurgico contro il suo intero edificio.
L’eredità poetica e umana
Alareer lasciò un’ultima poesia, Se dovessi morire (“If I must die”), tradotta in oltre 40 lingue, un messaggio di speranza che invita a vivere per raccontare e portare avanti la sua storia e quella della Palestina. La sua voce, definita come un ponte tra Gaza e il mondo esterno, continua a risuonare nelle parole e nella memoria di chi ne ha apprezzato il coraggio e la sensibilità. Rappresenta un esempio di resistenza culturale e umana contro l’oppressione, testimoniata da riconoscimenti e omaggi da parte di accademici, attivisti e poeti internazionali.
Questa figura di poeta, professore e attivista che ha vissuto e sofferto la realtà drammatica di Gaza si configura come un simbolo potente della resistenza intellettuale e civile palestinese ai conflitti e all’occupazione, lasciando un segno indelebile nel panorama culturale contemporaneo.
Ultima poesia di Refaat Alareer (traduzione italiana):
Se dovessi morire,
tu devi vivere
per raccontare la mia storia
per vendere le mie cose
per comprare un po’ di carta
e qualche filo
(fallo bianco con una lunga coda)
cosicché un bambino, da qualche parte a Gaza,
guardando il cielo negli occhi
in attesa di suo padre che
se ne andò in una fiamma
senza dare l’addio a nessuno
nemmeno alla sua stessa carne
nemmeno a se stesso
veda l’aquilone, il mio aquilone che tu hai fatto, volare là sopra
e pensi per un momento
che un angelo sia lì
a riportare amore.
Se dovessi morire,
fa che porti speranza
fa che sia un racconto!
Fonti :
[1] Refaat Alareer https://it.wikipedia.org/wiki/Refaat_Alareer
https://pierovillani.com/2025/10/09/refaat-alareer-poeta-e-attivista-palestinese-esemplare/

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