Cecilia Gatto Trocchi


Cecilia Gatto Trocchi, antropologa e scrittrice italiana, ha dedicato gran parte della sua ricerca allo studio dei processi culturali, demo-antropologici e rituali, con un particolare interesse per la dimensione sciamanica e magica delle culture tradizionali.

La sua opera si contraddistingue per una lettura profondamente fenomenologica ed estetica del rituale, che si manifesta come espressione e aspirazione della realtà magica nei popoli.

La ricerca di Gatto Trocchi si muove nella direzione dell’armonia, del mistero e della profondità simbolica del fuoco, della fiamma e del falò, intesi come elementi sacri capaci di rivelare il segreto dell’anima e dell’essere. Ella interpreta la magia non solo come un fenomeno antropologico, ma come un’esperienza esistenziale che attraversa il sogno e l’inverosimile, elementi costitutivi della cultura e della letteratura .

L’approccio di Cecilia Gatto Trocchi si distingue per una chiave di lettura che unisce storia, estetica e fenomenologia: l’antropologia dell’anima, in cui l’anima stessa diventa metafisica, raccordando la conoscenza alla coscienza. La sua interpretazione non rimane confinata allo studio accademico ma si spinge verso un coinvolgimento diretto con i fenomeni esoterici, lo spiritismo e le sette, ambiti nei quali si è inserita anche con osservazione partecipante, vivendo esperienze in prima persona e testimoniando percorsi pseudoiniziatici e manipolatori .

Nelle sue analisi letterarie, Gatto Trocchi rileva una presenza decisa di influenze esoteriche in autori come Alessandro Manzoni, Gabriele D’Annunzio e Luigi Capuana. In particolare, allontana Capuana dalla sua tradizionale collocazione verista, ponendolo in relazione con la cultura dello spiritismo, e interpreta il Decadentismo come un contesto permeato da occulto e magia, elementi ricorrenti anche nello spirito sciamanico della sensualità e dell’alchimia estetica .

Un pilastro della sua riflessione è la nozione di rituale magico come un “caposaldo” che esprime la forza e la potenza immutabile della cultura magica nei popoli. Gatto Trocchi si differenzia da altri studiosi come Ernesto De Martino, proponendo invece autori come Lévi-Strauss e Marcel Mauss per interpretare la cultura magico-rituale in una prospettiva demo-etno-antropologica innovativa e meno tradizionale .

In sintesi, il modello sciamanico e rituale nella ricerca di Cecilia Gatto Trocchi si configura come un viaggio attraverso le selve dei sogni e delle tradizioni, dove il magico si coniuga con l’estetico e l’esperienziale, e dove il rituale è la chiave di accesso a una realtà simbolica che supera la mera spiegazione scientifica per divenire esperienza viva e trasformativa.


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