Il termine décollage in italiano indica una tecnica artistica opposta al collage.

Questa tecnica consiste nello strappare o staccare parti da un’opera o da manifesti pubblicitari trovati per strada, per poi riutilizzarli e riassemblarli su tela o altro supporto.

Fu resa celebre in Italia da Mimmo Rotella, artista calabrese del Novecento, che iniziò a praticarla negli anni Cinquanta.

Rotella prese spunto dai manifesti strappati che vedeva sulle mura di Roma; li raccoglieva, strappava ulteriormente e incollava pezzi delle carte lacerate, creando così un’opera nuova e innovativa.

Il décollage rappresenta una forma di espressione artistica che valorizza l’oggetto comune e lo trasforma in arte, opponendosi al tradizionale collage che costruisce tramite assemblaggi.

Questa tecnica è vista come un modo di dare dignità artistica alla realtà urbana e ai segni del consumismo visivo décollage.

Mimmo Rotella è considerato uno dei principali maestri italiani del décollage. La sua innovazione ha avuto un impatto importante nell’arte contemporanea, esponendo poi a livello internazionale e partecipando a eventi prestigiosi come la Biennale di Venezia.

La tecnica di Rotella richiama anche elementi del ready-made dadaista, trasformando materiali di scarto in linguaggi estetici significativi.

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