Piero Villani


Laszlo Krasznahorkai

E’ uno scrittore ungherese nato il 5 gennaio 1954 a Gyula, una cittadina rurale nel sud-est dell’Ungheria, vicino al confine con la Romania.

Proveniente da una famiglia ebrea della classe media, ha studiato inizialmente legge all’Università József Attila di Szeged e successivamente letteratura ungherese all’Università Eötvös Loránd di Budapest, dove si è laureato nel 1983 con una tesi sullo scrittore Sándor Márai.

Krasznahorkai è noto per la sua prosa complessa, caratterizzata da frasi molto lunghe e dense, che contribuiscono a creare atmosfere di sospensione temporale e intensa claustrofobia.

Le sue opere, spesso ambientate in contesti oscuri e apocalittici, trattano temi come la decadenza, il caos, l’alienazione e la disintegrazione sociale.

Il suo primo romanzo, “Sátántangó” (1985), è considerato un classico della letteratura postmoderna europea ed è stato adattato in un celebre film dal regista Béla Tarr.

Durante la sua carriera Krasznahorkai

ha vissuto vari periodi di isolamento e viaggi in paesi come Germania, Mongolia, Cina e Giappone, esperienze che hanno influenzato profondamente la sua scrittura.

Nel 2025 ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura per la sua opera incisiva e visionaria che «nel mezzo del terrore apocalittico riafferma il potere dell’arte».

La sua scrittura si distingue per un linguaggio avvolgente, ipnotico e spesso senza interruzioni, che riflette la complessità e la profondità della condizione umana di fronte al disfacimento del mondo moderno .

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