Piero Villani


Alzheimer

Il contenuto su RaiNews riguardante la malattia di Alzheimer riporta i risultati di uno studio condotto da un team di ricercatori della Harvard Medical School, pubblicato su Nature, che potrebbe aver identificato nella carenza di litio nel cervello la scintilla iniziale che innesca il morbo di Alzheimer.

Ecco i punti principali emersi Il litio è presente naturalmente nel cervello umano e svolge un ruolo protettivo contro la neurodegenerazione mantenendo la funzione normale delle cellule cerebrali.

I primi segnali di Alzheimer si manifestano in concomitanza con la perdita di litio nel cervello. Il deposito della proteina beta-amiloide, tipico della malattia, si lega al litio e riduce la sua funzione nel cervello. Nei modelli murini (topi), una dieta povera di litio accelera la formazione delle placche amiloidi, i grovigli neurofibrillari, l’attivazione delle cellule infiammatorie, la perdita di sinapsi, e induce declino cognitivo e perdita di memoria. La somministrazione di orotato di litio ai topi ha invertito la patologia, prevenuto il danno cellulare e ripristinato la memoria, anche nei topi con Alzheimer in stadi avanzati. Questo studio suggerisce che il litio potrebbe essere la causa scatenante o un elemento cruciale per l’insorgenza e la progressione dell’Alzheimer, offrendo una nuova possibile strategia terapeutica. Attualmente, le dosi terapeutiche di litio usate in medicina (per disturbo bipolare, ecc.) sono molto più alte rispetto a quelle che potrebbero servire per proteggere dalla perdita di memoria in Alzheimer. Gli autori dello studio, guidati da Bruce Yankner, sottolineano che sono necessari studi clinici sull’uomo per confermare gli effetti e la sicurezza del litio a basse dosi come trattamento per l’Alzheimer.

La speranza è che in futuro il litio o composti simili possano non solo rallentare ma addirittura invertire il declino cognitivo associato all’Alzheimer, migliorando in modo significativo la vita dei pazienti.

Questi risultati rappresentano una possibile svolta nella comprensione e nel trattamento dell’Alzheimer, offrendo una spiegazione coerente del ruolo del litio come “scintilla iniziale” che potrebbe attivare la malattia .

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