1898–1952
è stato un pittore italiano legato al movimento Novecento Italiano, ma con un linguaggio pittorico personale che si distingue per la sua poetica di intimità e malinconia.
Nato a Milano, frequentò l’Accademia di Brera e fu amico di artisti come Carlo Carrà, Arturo Tosi e Achille Funi. Pur aderendo inizialmente agli ideali del Novecento, la sua pittura si allontanò presto dai toni monumentali e celebrativi tipici del movimento, per orientarsi verso una visione più lirica e introspettiva, fatta di paesaggi silenziosi, nature morte e figure immerse in un’atmosfera sospesa.
I suoi soggetti — borghi lombardi, colline, interni domestici, ritratti familiari — sono spesso resi con una tavolozza smorzata, dove prevalgono i grigi, gli azzurri e i bruni, in una luce diffusa che suggerisce quiete e meditazione.
Dopo la guerra, Del Bon visse momenti di crisi e isolamento, ma continuò a dipingere con coerenza e sensibilità, fino alla morte prematura nel 1952. La critica successiva lo ha riscoperto come un artista schivo e profondo, rappresentante autentico di una dimensione poetica del quotidiano nella pittura italiana del Novecento.

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