Il termine antisemita indica chi nutre ostilità, pregiudizio o discriminazione verso gli ebrei come gruppo etnico, religioso o culturale.
Storicamente, il fenomeno dell’antisemitismo ha radici antiche, ma alcuni periodi sono particolarmente significativi.
Medioevo europeo
Gli ebrei spesso erano accusati di crimini rituali o di diffondere malattie. Venivano isolati nei ghetti, esclusi da alcune professioni, e soggetti a tasse speciali. Periodi di persecuzione massiccia, come durante le crociate (XI-XIII secolo) e le pesti nere (XIV secolo), portarono a massacri di comunità ebraiche.
XIX secolo : antisemitismo moderno
Con l’affermarsi del nazionalismo e delle ideologie razziste, l’antisemitismo divenne più “politico”. Gli ebrei erano accusati di controllare finanza e politica, stereotipo noto come teoria della cospirazione ebraica. In Francia, l’Affare Dreyfus (1894–1906) fu emblematico: un ufficiale ebreo fu ingiustamente accusato di tradimento, mostrando quanto fosse diffuso il pregiudizio anche negli ambienti intellettuali e istituzionali.
XX secolo: antisemitismo nazista
In Germania e nei territori occupati dai nazisti (1933–1945), l’antisemitismo divenne stato-politico. Leggi come le Leggi di Norimberga (1935) privarono gli ebrei di diritti civili. Culminò nella Shoah, il genocidio di circa 6 milioni di ebrei, insieme ad altre persecuzioni mirate a gruppi definiti “indesiderabili”.

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