La storia del machete è antica e affascinante, intrecciata con agricoltura, esplorazione e guerra.
Ecco una panoramica chiara e sintetica :
Origini
Il termine machete deriva dallo spagnolo “macho” (martello o colpo forte) e si afferma nel XVI secolo, ma strumenti simili esistevano già molto prima.
Nelle civiltà antiche dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina si usavano grandi lame da taglio per lavori agricoli e difesa personale.
Strumento di lavoro
Con la colonizzazione europea, il machete divenne fondamentale nelle piantagioni tropicali : serviva a tagliare canna da zucchero, banani e sterpaglie.
Ogni regione sviluppò una variante locale :
Parang (Malesia e Indonesia) Bolo (Filippine) Cutlass (Caraibi e Africa occidentale) Coutelas (versione francese, usata anche in Europa coloniale)
Arma dei popoli
Durante le rivoluzioni e le guerre di liberazione, il machete assunse un valore simbolico e pratico :
Nella rivoluzione haitiana (1791-1804) fu l’arma dei ribelli schiavi contro l’esercito francese. Nelle guerre d’indipendenza cubane, i contadini (i “macheteros”) lo usarono come principale strumento di combattimento. In Africa e in America Latina rimase per secoli un’arma “del popolo”, legata alla resistenza e alla sopravvivenza.
Epoca moderna
Oggi il machete è ancora ampiamente usato come :
Attrezzo agricolo e da foresta; Strumento militare e di sopravvivenza (alcuni eserciti ne hanno versioni da campo); Oggetto simbolico o culturale, legato all’identità rurale o ribelle di molti popoli.
Nel linguaggio contemporaneo, “machete” è anche una metafora: “farsi strada col machete” significa affrontare difficoltà o burocrazie intricate con determinazione.

Lascia un commento